Libri - Buona Maestra

Elegante, garbato, interessante. Non c’è che dire: la Buona Maestra di Aldo Grasso è un’opera in grado di raccontare la storia delle serie televisive americane senza mai indulgere o infierire. Enciclopedica e puntuale questa summa di cinquant’anni di televisione made in Usa riesce li dove sembrava impossibile, dimostrare che “i telefilm sono diventati più importanti del cinema e dei libri”.
Che l’influenza della televisione sulla società e sui costumi sia determinate è ormai appurato e in Italia più che in altri paesi questo appare palese. Risulta dunque ancor più importante dedicare a questo mezzo un’analisi attenta e puntuale. Troppo spesso però si è colti dal desiderio di incensare o denigrare la tv nella sua interezza, senza discernere, come se fosse il media in se portatore di volgarità, barbarie e ignoranza. La tesi perciò provocatoria di Grasso di partire proprio dalla serialità per capire l’influenza della tv sulla cultura contemporanea affascina. Affascina anche chi, come noi, partiva leggermente prevenuto. Non nascondiamoci, molti dei prodotti che riempiono i nostri palinsesti sono formalmente e sostanzialmente forieri di una sorta di analfabetismo mediatico che foraggia di grossolanità lo spettatore medio. Come detto però non bisogna incorrere nella facile denigrazione. Sin dagl’albori della tv infatti accanto a programmi dal discutibile gusto nascevano serie come Bonanza e Perry Mason in quella che viene definita la prima Golden Age della tv. Partendo dall’analisi, serie per serie, genere per genere, di questi successi Aldo Grasso analizza l’evoluzione del linguaggio televisivo, dei suoi contenuti e della sua forma. Così, a ben guardare, si scopre come l’industria americana abbia messo al servizio della tv autori del calibro di Alfred Hitchcock, Sidney Pollak, John Frankenheimer e attori come Marlon Brando e Paul Newman. Non è comunque solo una questione di firme. La costruzione cronologica del volume, che attraversa le due Golden Age fino ad arrivare ai giorni nostri, mostra come molte delle innovazioni linguistiche dei media moderni si debbano proprio all’odiato piccolo schermo. Anzi, ciò che spesso e frettolosamente il cinema ha considerato fuorigioco la televisione ha invece rielaborato e riproposto con maestria. Si pensi, ad esempio, ai generi classici crollati al cinema con gli anni e riportati in auge grazie alle serie. Non c’è solo forma tuttavia nel volume di Grasso ma anche sostanza. La forza della televisione è stata in grado di portare al grande pubblico tematiche altrimenti tabù. Con gli anni ’90 finanche i teen drama iniziano a parlare di omosessualità, AIDS, pena di morte e, incredibile ma vero, di politica. Così facendo crollano i veti e si sdoganano temi fondamentali ma ancora e inspiegabilmente eticamente compromettenti.
Speriamo vivamente che la fama del suo autore e l’argomento trattato (vengono approfondite tutte le serie di maggior successo da Lost a CSI, da Twin Peaks a Sex and the city) spinga lo spettatore alla lettura di questo volume. Contro l’analfabetismo, infatti, non è mai troppo tardi.
Giampiero Francesca
Autore: Aldo Grasso
Titolo: Buona maestra - Perchè i telefilm sono diventati più importanti del cinema e dei libri
Editore: Mondadori
Collana: Strade Blu
Dati: pp. 308
Prezzo: 15,50 euro
Anno: 2007
webinfo: Sito Mondadori
