Libri - Commedia americana in cento film

Ripercorrere la storia di un genere cinematografico dagli albori alla contemporaneità è un’impresa davvero ardua. Farlo poi analizzando i cento film che nel corso dei decenni hanno contribuito alla longevità del suddetto campo cinematografico, senza per questo diventare un testo frammentario e discontinuo, è quasi insperato. E invece Paola Cristalli, direttore di Cinegrafie e collaboratrice della Cineteca di Bologna, centra perfettamente l’ambizioso obiettivo prefissato.
Il suo prezioso volume sulla commedia americana per Le Mani è una ricognizione acuta e certosina della storia del genere, un’analisi intuitiva e ricca di diramazioni verso filoni cinematografici limitrofi o meno, capace di tastare il polso della produzione made in Usa e dei suoi effetti sul cinema mondiale nel corso dell’intero 900, arrivando a salutare i primi cult movies del nuovo millennio come Il diavolo veste Prada o l’ultima grande romantic comedy del decennio, creata non per il cinema ma per la tv: Sex and the City, la cui importanza all’interno del genere viene giustamente sottolineata dall’autrice.
Per far orientare il lettore nel mare magnum di pellicole, che pur eterogenee, vengono classificate come commedie, Paola Cristalli si spinge nell’introduzione a una doverosa distinzione, spiegando le differenze che passano tra screwball, romantic e sophisticated, individuando punti cardine del genere come l’inevitabile happy ending – una vera e propria promessa di felicità – e le annate cruciali nella storia della commedia americana, il 1934 di Accadde una notte e Ventesimo secolo per il periodo classico, il 1967 di A piedi nudi nel parco, Indovina chi viene a cena? Due per la strada e Il laureato per il nuovo corso, che si trova a fare i conti con forti personalità autoriali come Woody Allen – a conti fatti l’unico vero cantore della commedia americana anni ’70 con Manhattan e Io e Annie – e con i movie brats della New Hollywood decisi a contaminare i toni della commedia Usa con una cinefilia nostalgica dal sapore europeo.
E se considerare Il laureato o Alice non abita più qui delle commedie fa storcere il naso ai puristi, la forza del volume di Paola Cristalli è invece proprio questa: affiancare agli immancabili Wilder e Hawks, Capra e Lubitsch o Nora Ephron, decana della commedia anni 90, anche registi meno assimilabili al genere, ma autori di pellicole dallo spirito marcatamente comedy. E’ il caso di Alfred Hitchcock, considerato universalmente il maestro del brivido, associato al solo thriller, e che si rivela invece, a uno sguardo più approfondito, un attento conoscitore dei canoni della commedia e di tanti altri filoni, al punto che ogni analisi sui diversi generi cinematografici potrebbe contenere più di un suo film, dall’horror puro di Psyco e Gli uccelli, il melodramma di Vertigo e Marnie o lo spionaggio di Notorious e Intrigo internazionale alla commedia, che ritorna costantemente nel tono divertito delle pellicole briose per lui sceneggiate da John Michael Hayes, come La finestra sul cortile, thriller ricco di momenti puramente comedy, nei deliziosi duetti tra James Stewart e Thelma Ritter, la bisbetica infermiera, e nella guerra dei sessi tra Stewart e Grace Kelly, decisa a tutto pur di farsi sposare: e quella fede all’anulare mostrata all’obiettivo del fotografo durante spedizione all’appartamento del losco Torwald ne è la prova inconfutabile.
Ma, dicevamo, non c’è solo ricostruzione storiografica delle pietre miliari del genere o analisi di autori consolidati benché alquanto eclettici come Hitchcock.
Paola Cristalli inscrive al genere anche film come Closer di Mike Nichols, ad alto tasso di momenti drammatici o malinconici, sottolineati nel finale dalle note struggenti di The Blower’s Daughter di Damien Rice. Ma il carattere di ronde amorosa che istituisce nel ‘quadrilatero’ tra le due coppie il ‘triangolo’ del nuovo millennio, permette di annettere alla commedia romantica contemporanea anche questa pellicola, pur con tutte le sue complessità, per via dell’ironia acida che la pervade e che si esplicita in alcune battute del testo di Patrick Marber o nella scena della chat tra i due protagonisti maschili, da perfetta commedia degli equivoci.
Perché in fondo ciò che distanzia un dramma da una commedia è un atteggiamento mentale, una disposizione d’animo: come teorizza l’Allen di Melinda e Melinda – pellicola che qui, incredibilmente, manca – il riso e il pianto non sono altro che due facce di una stessa medaglia e la stessa storia, con un diverso punto di vista, può suscitare la più grande tristezza o uno scroscio di risa.
Autore: Paola Cristalli
Titolo: Commedia americana in cento film
Editore: Le Mani Microart’s
Collana: Storia del cinema
Dati: pp. 510, brossura, foto b/n
Anno: 2007
Prezzo: 20,00 €
Web info: Le Mani Editore
