Libri - Le città del cinema da Metropolis a Hong Kong

Il complesso percorso d’analisi che Sergio Arecco descrive in Le città del cinema tocca numerosissimi film, diversi per epoche e generi, che vengono studiati in primis attraverso la loro ambientazione metropolitana. Ora realistiche, ora fantastiche, le “città del cinema” esplorate nel libro sono il punto di partenza necessario per trovare fili rossi che legano due o più pellicole, per stabilire confronti, per costruire riflessioni.
Brani dai titoli poetici ed evocativi, che ora richiamano apertamente certi universi filmici e ora citano l’Italo Calvino de Le città invisibili, vanno a comporre i tre capitoli in cui si articola il testo. A partire dall’introduzione fanno capolino due pellicole storiche che, quasi agli albori del cinema, hanno eletto la metropoli, col suo travolgente fascino fatto di visioni geometriche e sinfonie di rumori, a protagonista totale: Berlino. Sinfonia di una grande città di Walter Ruttmann e L’uomo con la macchina da presa di Dziga Vertov.
La Metropolis e la Hong Kong richiamate nel titolo del libro invece, nella visione di Arecco, si fanno emblema di due diverse dimensioni filmiche. Da una parte la cinematografia classica simboleggiata dalla Metropolis di Fritz Lang, imponente e indimenticabile città fantastica che si fa concreta nell’immaginario cinematografico, dove occupa un posto di primaria importanza. Dall’altra, a simboleggiare il cinema postmoderno, troviamo Hong Kong, la Hong Kong di A Better Tomorrow di John Woo, di Rouge di Stanley Kwan, e ancora, del primo Wong Kar-wai, per citare alcuni registi. Tra queste due metropoli che sono l’alfa e l’omega di un discorso vasto e corposo, si fa spazio un’infinita costellazione di città. Luoghi dell’immaginario come Gotham City, o Dogville, che ormai è solo traccia, teoria, idea di una città, e anche luoghi pienamente reali che il cinema ha, nel corso degli anni, più volte celebrato e rivisitato, come New York, Los Angeles, Parigi.
Fantascienza, gangster movie, commedia, dramma: la strada sinuosa percorsa da Arecco si snoda fuori e dentro i generi, attraversando la storia del cinema in lungo e in largo. M il Mostro di Düsseldorf, ancora di Fritz Lang, Signora per un giorno di Frank Capra, La Chienne di Renoir, L’ultima risata e Aurora di Murnau, King Kong di Cooper e Schoedsack, La folla di Vidor, Nemico Pubblico di Wellman, Berlin Alexnderplatz di Fassbinder, sono alcuni dei titoli cui si fa riferimento nella prima parte del testo; l’analisi prosegue poi con una seconda serie di film tra cui ricordiamo Il bacio della pantera di Tourneur, Amanti perduti di Carné, Giungla d’asfalto di Huston, Il bacio dell’assassino di Kubrick. Nel terzo capitolo, l’ultima tappa prima di arrivare alla città-omega che è Hong Kong, tra le pellicole che l’autore analizza troviamo molte incursioni in mondi futuribili (Dark City di Proyas, Alphaville di Godard, Strange Days di Bigelow, Blade Runner di Scott, e ancora quel piccolo capolavoro che è La jetée di Marker) accanto a titoli come L’amico americano di Wenders, Ciao Maschio di Ferreri, Fuga da New York di Carpenter, Eyes Wide Shut di Kubrick.
La riflessione, che nell’incipit del testo si soffermava sul Batman di Burton, termina con Batman Begins di Nolan, e qui il cerchio si chiude, alle porte di Hong Kong, cui è dedicata l’ultimissima parte del testo.
Ampia e variegata panoramica che esplora gli spazi cinematografici più disparati, Le città del cinema da Metropolis da Hong Kong è un testo che, per la complessità dell’analisi che mette in campo e per la moltitudine dei titoli che chiama in causa, si rivolge certamente ad un pubblico qualificato.
Autore: Sergio Arecco
Titolo: Le città del cinema da Metropolis a Hong Kong
Editore: L’Epos
Collana: Focus
Dati: 220 pp, brossura
Prezzo: 28,30 €
Anno: 2010
webinfo: Scheda libro sul sito L’Epos
