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Libri - Lo sguardo sottratto. Samuel Beckett e i media

Pubblicato il 2 ottobre 2008 da Giovanna Vincenti


Libri - Lo sguardo sottratto. Samuel Beckett e i media

Stando all’affermazione di Marshall McLuhan, secondo cui ‘l’artista è quella persona che in qualunque campo […] afferra le implicazioni delle proprie azioni e delle nuove conoscenze della propria epoca’, non si può non considerare Samuel Beckett, irriducibile sperimentatore (multi)mediale, come l’artista più rappresentativo ed emblematico del Novecento, epoca caratterizzata dalla nascita e dal progressivo irrompere dei media ‘elettrici’ nella quotidianità. Antonio Iannotta, nel suo saggio edito recentemente da Liguori, pone al centro della sua approfondita analisi il fondamentale ruolo che i media acquistano nella produzione artistica di Beckett, e lo fa mettendo da parte il significato delle singole opere per concentrarsi, piuttosto, sul loro significante, fedele evidentemente alla natura stessa dell’opus beckettiana, la cui tendenza è quella di lasciar intravedere ed intuire attraverso la forma grazie a degli originali processi di riduzione, scarnificazione e negazione e al sostanziale rifiuto ‘di spiegare le sue opere indicare sicuri approdi di senso, attribuire rapporti causativi riscontrabili senza eccessiva difficoltà’.

La tesi sostenuta da Iannotta è che l’intera opera di Beckett si avvale di un unico grande arcimedia, ossia un ‘congegno estetico nel quale risuona l’intero corpo dell’opera beckettiana’ che viene di volta in volta declinato a seconda della specificità del mezzo utilizzato, affinché si giunga ad una fruizione dell’opera d’arte (quale essa sia) coinvolgente e totale, basata su una percezione che veda interessati tutti i sensi. L’utilizzo di svariati media, dunque, non è casuale, o dettato da una sfrenata esigenza di sperimentazione fine a se stessa, ma risponde alla precisa necessità di sfruttare al meglio le potenzialità dei mezzi utilizzati poiché, sempre per citare McLuhan, ‘il medium è il messaggio’. Sicchè Beckett mette, in tal modo, a disposizione del proprio ‘estro artististico’, infinite occasioni per far fluire il suo stream of perceptions.

Partendo da questi presupposti, l’analisi di Iannotta si sofferma su ciascun medium ‘piegato’ alle esigenze artistiche del genio irlandese, non mancando di rilevare le originali contaminazioni che ne sono derivate. Punto di partenza sono le riflessioni sul medium per eccellenza: la lingua. Viene affrontato, innanzitutto, il tema dell’ ‘equilinguismo’ beckettiano per poi approdare all’analisi dello stile narrativo vero e proprio, focalizzando l’attenzione su due romanzi in particolare, Watt e l’Innommable. Si passa, poi, al teatro - concepito come una vera e propria monade leibniziana in cui lo spettatore viene imprigionato - che, grazie ad un processo di costruzione ‘in levare’ (concetto che Iannotta prende in prestito da Deleuze), viene progressivamente ridotto all’essenziale, facendo sì che, alla fine, vengano preservati solo tre ‘irriducibili’ elementi: immagine, luce e performance.
Ed è proprio attraverso il medium-teatro, in particolare a partire dall’innovativa introduzione del magnetofono in Krapp’s last tape, (opera a cui viene dedicato un intero capitolo di questo saggio), che Beckett approda ad una sorta di fusione mediale – l’arcimedia, appunto – che caratterizzerà tutta la sua opera successiva. Da questo momento in poi, ad esempio, opere nate per il teatro, come Not I e Quoi où troveranno nel mezzo televisivo la loro dimensione ideale. Ma non meno riuscite risulteranno essere le opere concepite espressamente per televisione, radio e cinema. E sebbene l’autore irlandese continui ad essere noto ai più per la sua produzione teatrale, è apprezzabile il fiorire della letteratura critica a lavori che prestano la giusta attenzione anche alle opere propriamente multimediali. In tal senso, il lavoro di Iannotta, ben argomentato, grazie ad una corposa bibliografia di tutto riguardo, e soprattutto ben strutturato, ripercorrendo esaurientemente l’intera opera beckettiana in maniera audace ed innovativa, costituisce uno strumento critico dall’indubbio valore scientifico.


Autore: Antonio Iannotta
Titolo: Lo sguardo sottratto. Samuel Beckett e i media
Editore: Liguori editore
Dati: 219 pagine
Prezzo: 16 euro
Webinfo: www.liguori.it


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