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Mistero buffo e altre storie

Pubblicato il 29 dicembre 2013 da Valeria Gaveglia


Mistero buffo e altre storie

Roma – Teatro Due. Mistero buffo, in scena per la prima volta nel 1969 a Milano, è uno tra gli spettacoli più celebri del repertorio artistico di Dario Fo e Franca Rame. La raccolta è composta da una serie di monologhi che descrivono episodi ad argomento biblico, ispirati ai vangeli apocrifi e ad alcuni episodi della vita di Gesù. Il nome dell’opera deriva dal riferimento ai Misteri medievali, genere teatrale apparso nel XV secolo, riletti in chiave buffonesca. La pièce alla quale siamo stati invitati a partecipare è interpretata dagli attori della Scuola Paolo Grassi di Milano e dell’Accademia Nico Pepe di Udine, diretti da Michele Bottini e Claudio De Maglio e con la direzione artistica di Massimo Navone. La forza di questo spettacolo sta nella partecipazione diretta che gli interpreti richiedono al pubblico. Fin dall’incipit l’opera presenta un dialogo attivo con gli spettatori, spronati all’interazione e invogliati dal carattere prettamente informale della rappresentazione teatrale. Tale escamotage rappresenta un’effettiva abolizione della quarta parete e un valido input per l’osservatore, in un certo senso costretto a tenere desta l’attenzione. Gli attori entrano in platea canticchiando la strofa conclusiva della canzone Ho visto un Re, e solo in un secondo momento salgono sul palco. I monologhi in scena sono impostati secondo i canoni della Commedia dell’Arte e gli artisti mostrano fedeltà agli insegnamenti dei maestri Fo e Rame: utilizzano una lingua reinventata, miscela di molti linguaggi fortemente onomatopeica, e una gestualità di carattere giullaresco. Ogni serata è dedicata alla messinscena di quattro monologhi, scelti dal repertorio dell’opera Mistero Buffo e accompagnati da quelle che nel titolo dello spettacolo vengono definite Altre Storie. Si tratta di racconti popolari riscritti in chiave giocosa e politica. Dalla parabola della morte di Lazzaro al racconto morale del Cieco e lo storpio; dalla storia della tigre, tutta da ridere, a quella di Maria dolente per la morte di Gesù: la commistione tra comico e drammatico non sfugge a un repertorio che oltre a divertire vuol fare riflettere. Chi ha avuto la fortuna di assistere alle performance dei maestri Dario e Franca può constatare, nell’interpretazione dei nostri giovani attori al Teatro Due, una ben riuscita corrispondenza stilistico – interpretativa, la quale è molto più di un’ “emulazione” e rappresenta un effettivo passaggio di testimone. La generazione che negli anni Settanta ha visto nascere e crescere il teatro di narrazione lo ha fatto anche per merito di tali monologhi. Nel Duemilatredici questo teatro è ancora vivo e pronto a farsi conoscere dalle nuove generazioni, farsi amare e cercare di ottenere l’appoggio necessario affinché non se ne perda la tradizione. Ci auspichiamo che la tournee teatrale dei giovani eredi di Mistero Buffo continui e che il pubblico ne sia entusiasta, come nel nostro caso.


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