Nekrosius porta in scena l’idiota di Dostoevskij a Villa Adriana

Il cielo con poche nubi e i ruderi, illuminati dagli ultimi raggi di sole, che stanno per lasciare il posto al buio e alla luce meno prepotente della luna, fanno da sfondo agli spettacoli del festival di Villa Adriana a Tivoli. Il 17 giugno, in prima assoluta L’IDIOTAS di Dostoevskij è in scena per la regia del celebre lituano Eimuntas Nekrosius, che ancora una volta si è cimentato nell’ardua scelta di trasportare un romanzo all’interno del circuito teatrale per mostrarne gli aspetti spettacolari e le sfumature più profonde. Dopo Shakespeare e Tolstoij ha infatti deciso di affrontare Dostoevskij. Con la sua compagnia MENO FORTAS ha lavorato ad una storia che parla dell’animo umano, attraverso intrecci amorosi e familiari e, come sempre, ha trascinato lo spettatore in un turbinio di emozioni che si sedimentano nei ricordi più preziosi della mente. Ciò che ha incatenato lo sguardo alla rappresentazione è stato proprio il lavoro effettuato dalla compagnia, che come sempre mostra una forte complicità e fusione, a cui noi italiani non siamo abituati. Il regista ha dichiarato che“Ognuno ha qualcosa dell’animo e della personalità del principe Myškin”e forse proprio a questo è dovuta la sua scelta. La storia potrebbe essere comune per ogni individuo, o comunque una vicenda in cui tutti gli spettatori potrebbero rivedere una parte di sé, oltre che a fruire di una spettacolarità rara e unica. Come tutti i grandi scrittori, anche Dostoevskij, per trattare tematiche complesse e inerenti alla psiche, narra una vicenda che ha come fulcro l’amore, in questo caso quello che lega Myšhkin a Nastasja Filipovna, ma anche ad Aglaja e che Nastasja a sua volta ha verso Rogozin e Gania… Lo spettacolo si apre con la scena della stazione, il viaggio sul treno che va da Varsavia a San Pietroburgo, reso dalla suggestiva corsa di Rogozin che ha trascinato il principe “idiota” per tutto il palco, circondato dal rumore di un treno in corsa, il rumore che ha accompagnato il racconto del suo amore per Nastasija. E’ proprio questo grande sentimento a governare ogni cosa e al tempo stesso a fare da filtro per trasmettere concetti che potrebbero essere tortuosi da comprendere e che riescono a colpire l’attenzione proprio perché toccano corde comuni a tutti. L’idiozia del protagonista è portatrice di una purezza a noi oggi sconosciuta a causa di una realtà materialistica e legata al consumismo frenetico e sempre mutevole. Proprio Nekrosius infatti la definisce “stato ottimale che ciascuno vorrebbe raggiungere”, si tratta di un’idiozia che non restringe la visione della vita, ma piuttosto la amplifica e fa accogliere ogni sentimento con la stessa ingenuità di un bambino, fino a far godere di ogni sensazione senza limitazioni imposte dalla ragione della maturità. Spesso si confonde l’intelligenza con l’esser maturi, ma le due cose non vanno di pari passo, di solito la capacità di guardare lontano, di comprendere più cose e in maniera più profonda è sintomo di un pensare fanciullesco, puro e tutt’altro che adulto. In questa vita ci si dimentica delle piccole cose e dei grandi valori per stare dietro alla follia ambiziosa del dover riuscire in tutto, dell’esser sempre i primi e i migliori, del fare più cose possibili; questa incapacità di fermarsi non è necessariamente sinonimo di bravura, ma spesso è rivelatrice di una mancanza. In questa epoca si ha tutto e non si ha niente…e un personaggio come Miškyn può far riflettere e suscitare una messa in discussione del proprio modo di vivere. Il principe è un personaggio molto lontano da noi tutti, ma allo stesso tempo il dramma che vive lo rende vicino a ognuno, perché la realtà di oggi fa da patina a questioni che non smetteranno mai di esistere proprio perché fanno parte dell’animo umano. Dostoevskij ha avuto la grande capacità di narrare una storia portatrice di concetti universali, che nelle mani di Nekrosius e della sua compagnia di Vilnus, non hanno fatto altro che illuminarsi e prender nuova vita di fronte ad un pubblico ammaliato da tanta bravura. Ogni attore ha saputo tirar fuori le venature profonde del proprio personaggio, facendo pensare a ciò che si fa con i diamanti per renderli brillanti, un lavoro artigianale meticoloso, che serve a realizzare qualcosa che lascia senza parole a tal punto da far dimenticare la fatica che ci sia dietro. L’immedesimazione assume nuova dimensione e il movimento è uno dei tasselli portanti, che riesce a rendere maestosa la scena, pur senza grandi pretese nella scenografia, comunque molto curata. Ogni oggetto assieme ad una gestualità studiata nei minimi particolari, diviene metafora e supporto del messaggio che vuole trasmettere il regista, il quale non ama teorizzare i suoi spettacoli, proprio perché sostiene che sono questi a dover rivelare ciò che egli ha da dire. .
(Nekrosius porta in scena l’idiota di Dostoevskij a Villa Adriana); Regia: Eimuntas Nekrosius; testo:Fjodor Dostoevskij; luci:Dziugas Vakrinas ; scenografie:Marius Nekrosius; costumi:Nadezda Gultiajeva; interpreti: (Daumantas Ciunis - Lev Nicolaievitch Muishkin), (Salvijus Trepulis Parfen - Semionovych Rogojin), (Elzbieta Latenaite - Nastasia Phillpovna Barashkoffa), (Diana Gancevskaite - Aglaya Epanchina),(Margarita Ziemelyte - Mrs. Epanchina), (Vidas Petkevicius - General Epanchin),(Migle Polikeviciute - Adelaida Epanchina), (Vaidas Vilius Gania - Gavrila Ivolgin),(Vytautas Rumsas - General Ivolgin),(Ausra Pukelyte Varia - Varvara Ivolgina), (Vytautas Rumsas junior -Ferdyschenko), (Neringa Bulotaite - Sister),(Tauras Cizas - Afanasy Totski) ; teatro e date spettacolo: Villa Adriana 17 giugno 2009; info: Festival di Villa Adriana;
