Nuovi Sigilli dalla questura a Rialto Santambrogio

La storia si ripete: ancora una volta Rialto Santambrogio viene chiuso con i sigilli della questura di Roma. La sala del teatro e il cortile, ambienti di un grande movimento culturale e fucine di idee spesso importanti, sono ora abbandonate al vuoto ed al silenzio. Purtroppo, con questa decisione, viene operata un’ulteriore mutilazione al mondo della cultura. Un mondo che, in Italia, è sempre più logorato da tagli e decisioni prive di senso dovute ad interessi che poco hanno a che fare col benessere del paese. L’Assessore alla Cultura- Umberto Croppi – si dichiara all’oscuro della decisione e ha anzi affermato che il Comune aveva di fatto assegnato da tempo lo spazio di Rialto all’associazione che ne gestisce l’attività.
Purtroppo l’apposizione dei sigilli significa concretamente il blocco di ogni attività, la soppressione di ogni progetto, la fine di una sia pur piccola stagione culturale.
Questo è davvero degradante per una società libera. Tagli alla cultura ne sono stati fatti abbastanza ed è vergognoso che venga tolto ulteriore spazio a qualcosa che dà ossigeno al paese. Si sa che spesso la cultura, l’arte e tutto ciò che ha a che fare con la comunicazione, può rappresentare una forte “arma” capace di sollevare le coscienze, esercitando un’azione di contrasto possente e per questo scomoda. Purtroppo la situazione nella nostra capitale, così come in tutto il paese è arrivata al limite, non ci tolgono soltanto il diritto ad “avere”, ma ci privano anche del diritto a “dare”, a lavorare, ad impegnarsi per produrre.
Chiusura del teatro e sequestro preventivo operato dal Commissariato Trevi Campo Marzio impediscono il protrarsi dell’attività teatrale, del lavoro di molte persone, del diritto a seguire un’attività culturale che ha la funzione di far riflettere, di far crescere, di formare e istruire, arricchendo i cittadini e permettendogli di dare qualcosa in più alla propria società. Evidentemente tutto questo infastidisce chi ha l’intento di indirizzare la civiltà in tutt’altra direzione…
Tutto questo è avvenuto poco dopo la manifestazione contro i tagli al FUS, il mondo dello spettacolo ha subito infatti una riduzione di 550 milioni in tre anni, che porta il rischio di una vera e propria disintegrazione della cultura nel nostro paese. Il caso del Rialto è, però, ancor più emblematico di questo deprecabile atteggiamento del nostro governo dal momento che esso non si sostiene in alcun modo coi fondi del FUS. Eppure, malgrado la sua autonomia anche economica, Rialto viene messo a tacere. Un silenzio obbligato che dovrebbe far riflettere noi tutti ancora una volta...

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