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Otello

Pubblicato il 19 marzo 2015 da Valeria Gaveglia


Otello

Roma, Teatro Quirino. In scena dal 17 al 29 marzo Otello per la regia di Luigi Lo Cascio.

Liberamente tratto dall’Otello di William Shakespeare, recita la locandina dello spettacolo. Si tratta di una rivisitazione del grande classico e l’intento è quello di mettere in luce la natura della relazione amorosa tra il generale moro Otello e la nobile Desdemona. Nella versione di Lo Cascio non entra in gioco il fattore etnico e si vuole dimostrare come la vicenda di Otello non sia necessariamente legata alla differenza razziale tra l’uomo e la sua amata; bensì a una più profonda e radicata inclinazione dell’animo umano, cieco dinanzi all’amore e ancor meno lucido quando fuorviato dal sentimento della gelosia.

Desdemona è una giovane sognatrice, immagina viaggi avventurosi e vagheggia di essere una guerriera. Il suo spiccato senso dell’avventura la porta a nutrire un’innata attrazione nei confronti del generale Otello, incarnazione dello spirito picaresco, al quale la donna non è in grado di resistere. La vicenda dei due amanti segue il suo corso noto e si caratterizza per mezzo di una assidua corrispondenza epistolare, simbolicamente stilata su dei fazzoletti. Tale esca, impiegata da Iago per il compimento della catastrofe drammatica, è il trait d’union dell’intera pièce. I versi shakespeariani sono spesso riconoscibili all’interno dell’assetto dialettale delle battute, recitate in siciliano. La scelta di un allontanamento linguistico dall’originale sottolinea un’intenzione più ampia, ovvero lo stravolgimento delle dinamiche del dramma sia sotto il punto di vista della tradizione scenica ma anche dell’assetto temporale delle vicende che lo compongono. Quando lo spettacolo ha inizio il presupposto è che la vicenda si sia già compiuta e per l’intero incedere del racconto lo spettatore deve confrontarsi con un plot che si fa fatica a ricondurre cronologicamente a quello del dramma originario.

Il personaggio più interessante della messa in scena è quello del soldato narratore. Una presenza inaspettata che svolge il compito di illustrare alla platea non solo gli intrecci ma soprattutto le ragioni psicologiche dalle quali scaturiscono le azioni dei protagonisti. Questo Otello ripercorre il classico shakespeariano facendo leva su solo quattro personaggi, tale escamotage non rappresenta un limite scenico o un impoverimento narrativo bensì un’audace scelta registica funzionale al progetto rappresentativo perseguito. Lo Cascio sembra abbia voluto ridurre le presenze attorali facendo leva sul fattore verbale e realizzando così uno spettacolo in cui la parola fa da protagonista, e insieme a essa la recitazione.

Ben calato nel personaggio di Iago, Luigi Lo Cascio spicca tra gli interpreti per agilità e fluidità interpretativa. Vincenzo Pirrotta, nei panni di Otello, è una presenza scenica che non lascia lo spettatore indifferente, il fisico importante e la voce potente fanno di lui il più accalmato dalla platea. Meno convincenti le interpretazioni di Giovanni Calcagno e Valentina Cenni, rispettivamente nel ruolo del narratore e di Desdemona.

Otello conclude inaspettatamente la sua parabola sulla Luna. Mentre Iago è stato imprigionato, il “Moro” e il narratore si aggirano sul suolo lunare alla ricerca del fatale fazzoletto. Quella della conclusione è una gag a tutti gli effetti e lo spettacolo, che aveva tenuto per tutta la sua durata un carattere prevalentemente sostenuto, ora rimanda a una situazione decisamente assurda, prettamente beckettiana: "È tutta colpa della luna, quando si avvicina troppo alla terra fa impazzire tutti" (Otello, V atto).


(Otello); Regia: Luigi Lo Cascio; drammaturgia:liberamente ispirato all’Otello di William Shakespeare; costumi e scene: Nicola Console e Alice Mangano; musica: Andrea Rocca; interpreti: Vincenzo Pirrotta, Luigi Lo Cascio, Valentina Cenni, Giovanni Calcagno; teatro e date spettacolo: Teatro Quirino dal 17 al 29 marzo.


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