Perchè Eduardo è Eduardo

Roma, Teatro Argentina. Il docufilm Perché Eduardo è Eduardo di Michele Sciancalepore è stato presentato nell’ambito del programma di attività e spettacoli del progetto "Roma per Eduardo" mercoledì 4 febbraio nella Sala Squarzina .
In un primo momento introduttivo il direttore del Teatro di Roma Antonio Calbi, affiancato da Paolo Ruffini e Michele Sciancalepore, presenta i contenuti del docufilm e spiega le ragioni che hanno spinto alla realizzazione di un prodotto di questo genere, volto a mantenere vivo il ricordo di uno degli artisti simbolo della cultura italiana.
Il documentario restituisce il ritratto di Eduardo De Filippo attraverso le interviste a personalità che ebbero la fortuna di essere molto vicine all’artista. Luca De Filippo, Lina Sastri, Luigi De Filippo, Marisa Laurito, Marzio Honorato, Isabella Quarantotti De Filippo, Enzo Cannavale e Gino Rivieccio sono i narratori di una storia fatta di ricordi ed esperienze vissute al fianco di Eduardo ma anche di riflessioni e suggestioni alle quali gli interlocutori sono giunti dopo la sua scomparsa. Il docufilm ripercorre la vita dell’artista partenopeo seguendo una logica che procede per tematiche. L’opera è divisa in capitoli e ogni parte analizza in modo sintetico ma diretto il rapporto tra Eduardo e il teatro, gli attori, la tavola, Napoli e infine Peppino. Ciascuna sequenza è staccata da un intervallo durante il quale lo spettatore è chiamato a osservare le creazioni estemporanee di una giovane sand artist, che con grande abilità realizza sorprendenti ritratti evocativi della tematica che sta per essere sviluppata. Le interviste sono montate insieme a frammenti di riprese dei più celebri lavori di Eduardo tra cui l’immancabile Natale in casa Cupiello, Adda passà a nuttata e Le voci di dentro. Attraverso tale escamotage si offre allo spettatore la possibilità di legare in modo estemporaneo immagini e parole, i racconti dei testimoni prendono vita nelle movenze e nelle battute di Eduardo. Il film è pervaso da una forte carica emozionale che spinge gli osservatori a un notevole coinvolgimento emotivo. Le dichiarazioni di Luca De Filippo risultano tra le più toccanti e restituiscono l’immagine di un Eduardo completamente dedito al suo mestiere, tanto da manifestare più sincerità nei riguardi del figlio in veste di maestro piuttosto che di padre. Alla dicotomia teatro-vita sembra essere legato l’intero docufilm che raggiunge l’apice del suo potenziale emotivo nella presentazione dell’ultima apparizione pubblica di Eduardo a Taormina nel 1984, occasione in cui le parole dell’artista risuonano come quelle di un testamento: « ... è stata tutta una vita di sacrifici e di gelo! Così si fa il teatro. Così ho fatto! Ma il cuore ha tremato sempre tutte le sere! E l’ho pagato, anche stasera mi batte il cuore e continuerà a battere anche quando si sarà fermato».
Il cuore di Eduardo De Filippo si è fermato il 31 ottobre 1984, ma come dimostra il progetto "Roma per Eduardo" e ancor più il documentario Perché Eduardo è Eduardo il ricordo di questo artista è vivo nella memoria del teatro. Ci auspichiamo che si continui a lavorare sul tesoro culturale che Eduardo ci ha lasciato e che il tempo possa solo accrescere la stima nei confronti di un uomo che ha dato al teatro tutta la sua vita.
