Piergiorgio Odifreddi: La musica dei numeri i numeri della musica

Ostia (Roma) Teatro del Lido, venerdi 9 novembre
Il teatro di narrazione nelle sue varie forme, sta avendo in questi ultimi anni un grande successo di pubblico come dimostra lo spettacolo che Piergiorgio Odifreddi ha presentato ad Ostia con buon successo.
L’intento di questa rappresentazione e quello di mostrare quanto profondo sia il legame della musica occidentale -ma forse si parla di tutta la musica- con la matematica.
In realtà, il lavoro che abbiamo visto sul palco del Teatro del Lido è, in molte sue parti, più vicino alla forma della conferenza-concerto: un genere di rappresentazione a carattere divulgativo in cui un musicista, in questo caso Roberto Cognazzo veterano del genere, alterna l’esecuzione di brani musicali alla spiegazione dei loro segreti compositivi e del contesto storico in cui vennero scritti.
Spente le luci, Odifreddi affronta subito il tema usando un aneddoto: attraverso le parole del filosofo Giambico (250-326 d.C. ca) vediamo Pitagora entrare in una bottega attratto dal suono dei martelli di un fabbro: è questo l’episodio, molto probabilmente leggendario, che Odifreddi pone all’origine dell’arte musicale come la conosciamo oggi.
Si prosegue con l’ascolto di un repertorio di brani che và da Mozart a Bartòk; con questi esempi significativi impariamo a riconoscere le differenze che occorrono fra un quattro/quarti e un tre/ottavi, fra una scala esatonale e una dodecafonica e a comprendere quanto sia complessa e strutturata, un’attività apparentemente spontanea come il comporre, e quanto l’aritmetica ne influenzi le forme.
Un grande spazio è dedicato da Odifreddi e Cognazzo al periodo barocco e alla tecnica contrappuntistica che offrono, per loro natura, molti spunti di riflessione soprattutto nei confronti della geometria. Il paradosso che ci viene rivelato mentre ascoltiamo Cognazzo suonare le Variazioni Goldberg di J.S. Bach, è che la matematica con le sue simmetrie nascoste, la manipolazione delle sequenze di note per mezzo di regole di traslazione, riflessione e permutazione, è in grado di fare la musica, ma che la musica non è la matematica stessa.
Il tema è vasto e pone domande di carattere generale sulla natura dell’arte e dei linguaggi,alle quali fin dai tempi di Platone scienziati, filosofi e artisti cercano di dare una risposta.
Per concludere con leggerezza Odifreddi ci svela quale, secondo lui, è il brano più singolare della storia della musica:
"Certamente il 4’33’’ di John Cage, un brano di puro silenzio per pianoforte, in tre movimenti: 30’’, 2’23’’ e 1’40’’. I 273 secondi che costituiscono la sua durata totale richiamano esplicitamente la temperatura di -273 gradi, detta zero assoluto: non a caso, perchè il silenzio è per la musica ciò che lo zero è per la matematica."
di e con:Piergiorgio Odifreddi Pianoforte:Roberto Cognazzo
Approfondimenti:
Odifreddi Piergiorgio - Penna, pennello e bacchetta. Le tre invidie del matematico
