Pina Bausch, una carriera d’oro

VENEZIA - Pina Bausch è Leone d’Oro alla carriera. Per il quinto Festival Internazionale di Danza Contemporanea, questa sera, mercoledì 20 giugno 2007, l’artista tedesca riceverà un premio che doverosamente le viene consegnato nella stessa Venezia che già la consacrò più di vent’anni or sono. Era il 1985 quando Franco Quadri le dedicò un’antologica in occasione della Biennale, e non è una cosa da tutti presentare e ripresentare le proprie opere passate, ancora amate ancor richieste. Ma per la Bausch questo è poco, lei che è la storia, lei che tutti conoscono, amano, studiano. E’ una leggenda vivente, una riformatrice intelligente, una donna che affascina con la sua esperienza la sua sapienza. "Una monaca col gelato, una santa coi pattini a rotelle, un volto da regina in esilio, da fondatrice di ordine religioso, da giudice di un tribunale metafisico, che all’improvviso ti strizza l’occhio col suo volto aristocratico, tenero e crudele, misterioso e familiare, chiuso in un’enigmatica immobilità" diceva di lei Federico Fellini, che vi trovò la perfetta Principessa Lherimia per E la nave va.
Il teatrodanza ha sconvolto e affascinato, con il suo lavoro la Bausch ha cambiato il modo di intendere danza e teatro; ha riaffermato l’essenza dello spettacolo come accadimento, spezzando i limiti e i confini dei generi; ha ispirato correnti nuove e nuove mode di intendere il corpo, libero, espressivo; i suoi spettacoli sono ricordati dai testimoni come un’esperienza impareggiabile. Café Müller (1978) ha incantato e fatto scuola, senz’altro capolavore e al contempo incipit di un percorso in continua evoluzione, presagio dell’exploit e la definitiva affermazione negli anni Ottanta. Pochi sono i nomi che nella storia della danza hanno influito come la Bausch, si contano sulle punte delle dita: è nel pantheon della danza, la coreografa tedesca, insieme a miti come Isadora Duncan, Laban, Martha Graham, e pochi, pochissimi altri.
Chi più di lei, icona del Tanztheater, avrebbe meritato un premio tale? Citando la motivazione del premio, possiamo con certezza affermare che “Pina Bausch è un’artista che ha segnato una nuova via originale all’espressione scenica del corpo danzante e parlante, influenzando non soltanto la danza contemporanea, ma anche le arti ad essa contigue, mutandone gli orizzonti. La Bausch è una coreografa che ha innovato il teatro, rendendolo più che mai fisico e musicandone la drammaturgia: una regista che ha firmato montaggi sapienti di passi, suoni e testi per raccontare con la danza storie di persone, di individui, di vite, raggiungendo un pubblico tanto numeroso e vario, come la danza non aveva mai incontrato prima”.
Ha stupito e continua a stupire ancora oggi, Pina Bausch: con i suoi Stucke, le sue geniali creazioni, ancora ci concede grandi esempi del suo talento artistico. E’ una vita per il teatro la sua, o un teatro per la vita, per l’espressione di sé. Come più vi piace. Teatro-vita, vita e teatro.
Non la struttura della relazione è importante, ma la relazione in sé. Dance, dance, otherwise we are lost.
