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QUANDO LA TELEVISIONE RACCONTA

Pubblicato il 25 febbraio 2006 da Edoardo Zaccagnini


QUANDO LA TELEVISIONE RACCONTA

“Anni Luce” ritorna con la sua voce pacata nella domenica di La7. Si siede compostamente nell’ora del pranzo e riprende a raccontare gli anni che hanno portato a quelli che viviamo. Getta lo sguardo oltre un presente televisivamente privato, urlato e spesso auto referenziale. Tiene faticosamente aperta la finestra di una tv che guarda fuori mentre è guardata. Respinge gli assalti di chi la usa per mostrarsi o per far finta di confessare una normalità che diventa piccola per questo. Apre, con l’analisi di temi e personaggi, le persiane di mentalità collettive, avanzamenti di gruppo e trasformazioni sociali. Attraverso icone che hanno speso una vita e una carriera ad incarnare gli effetti di una direzione culturale, ricostruisce delicatamente il costume di un paese e si diverte a regalare scanzonati frammenti di memoria storica recente. Raccoglie, da percorsi individuali (extra-ordinari), gli odori, i sapori e i colori che si sono lentamente evoluti nei nostri. “Anni Luce” recupera tendenze, aneddoti e date, per fonderli in una narrazione che fa del ripasso storico una miscela di leggerezza tenera e di distratta riflessione. La trasmissione mescola piccoli e giganti eventi, approfondisce il significato di grandi storie nazional-popolari con voci, immagini e suoni che ne restituiscono la dimensione, il fascino e l’importanza. Sviluppa un collage di documenti eterogenei e li incastra in una composizione facile da seguire, agile nello scorrimento e solida nel complesso della materia trattata: una figura emblematica si lega a una città e con essa parte alla descrizione di una nazione che sta sotto e dentro a quella di oggi, e che ha cristallizzato in reperti fascinosi e cartolineschi i tanti crocevia che la trasmissione fotografa. Fabrizi per Roma, la Loren per Napoli, Celentano per Milano, Agnelli per Torino, Mina per la Versilia e così via. Otto puntate, otto viaggi in un Italia-museo di tradizioni popolari più o meno divertenti e rivelatrici. Otto caratteri paradigmatici immersi nella magia di un filtro temporale esaltato dai filmati dell’ “Istituto Luce” e dai ritagli di un cinema accessibile, amato e sempre vivo nella memoria degli italiani. Dei protagonisti parlano i più stretti testimoni del loro successo, in una serie di interviste che cadenzano il ritmo della ricostruzione biografica e culturale. “Anni Luce” è fatto di ironia ed attenzione, di sguardo rilassato e fermo sul paese bello e sfaccettato. Lo lascia emergere con gusto, a poco a poco, dalla bellezza dei ricordi, delle parole, dai suoni e dalle immagini del tempo. Singolare forma di ibridazione, gioco colorato di “docu” e “fiction” con una sana inclinazione alla risata che si distanzia dal meccanismo contemporaneo dello strillo e dello psico-strip.


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