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Rocco e i suoi grandi fratelli

Pubblicato il 22 aprile 2006 da Giampiero Francesca


Rocco e i suoi grandi fratelli

Che spudoratezza, mi stropiccio gli occhi e anche le orecchie... Questo devono aver pensato milioni di famiglie nel vedere un ammiccante Rocco Siffredi godersi, circondato da splendide ragazze in costume, una famosa chips.

L’immagine dello scandaloso Rocco ha fatto sobbalzare sulle sedie i castissimi cittadini italiani pronti a tutto pur di cancellare dai palinsesti quella sconcia visione. Inammissibile. Solo così poteva essere definita la squallida pubblicità, ancor più se considerato il targhet delle suddette patatine: i più piccoli. E così, al grido di “qualcuno pensi ai bambini”, il moralizzatissimo pubblico italiano, ha preteso e ottenuto l’eliminazione di Rocco il “corruttore”. Eh si! Non c’è che dire... in una televisione così pudica e per bene, come quella che siamo abituati a vedere ogni giorno, non può esserci spazio per certe sconcezze. Meglio passare serate a godersi le miti schermaglie fra improbabili naufraghi, pronti a strapparsi i capelli e a cibarsi di sangue di vacca pur di riacquistare il loro posto al sole. Sicuramente più opportuno, per i grandi e i piccini, godersi l’incantevole prospettiva del cesso di un qualsiasi grande fratello, spiato dal buco della serratura. Sarebbe infine certamente consigliabile “distrarsi”, dopo una faticosa giornata, con l’educato sadismo di anonimi protagonisti risoluti fin anche nel frasi lacerare le membra per un pizzico di celebrità. E’ logico dunque che questi premurosi genitori temano, nelle lunghe giornate di incontrollata teldipendenza, che i loro pargoli si imbattano nell’insidioso Rocco. Quanti arguti doppi sensi, quanti volgari ammiccamenti. Meglio non fossero due o tre ore di ordinario rimbambimento davanti all’autocelebrazione televisiva dei suoi squallidi modelli. Madri giustamente critiche verso questa pubblicità amorale, pronta a vendersi l’anima al diavolo (oggi Rocco, domani chissà... Luxuria) per una piccola fetta di mercato. Mamme altrettanto lodevoli nell’ignorare tutta la reclame subliminale che irrora ogni minuto di televisione. Un battage fatto di veline e letterine, di aspiranti attori e cantanti, un mondo diviso fra chi famoso è chi non è... nulla. Un campagna promozionale dai risultati egregi, che spazia dal commercio di abiti firmati ai prodotti dimagranti, dagl’accessori griffati ai modelli di vita e comportamento. Che mandino pure in cenere le giovani menti dei loro figlioli , ma che non si metta in dubbio il loro buon nome e la loro integrità. Con queste premesse e questi censori possiamo dormire sonni tranquilli, o meglio goderci un po’ di sana TV .


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