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ROMA - FESTIVAL EQUILIBRIO

Pubblicato il 9 febbraio 2007 da Giulio Frafuso


ROMA - FESTIVAL EQUILIBRIO

Auditorium di Roma – "Equilibrio, festival della nuova danza"

L´Auditorium di Roma e la sua sezione teatro-danza affrontano coraggiosamente l´impegno di portare il genere della danza-performance (o teatrodanza) a Roma, con la terza edizione ed un percorso di ricerca, a caccia delle punte di diamante di questo genere artistico tra i più innovativi sulle scene europee. E´giusto quindi parlare di ’un’esplorazione dell’universo ricchissimo e multiforme della coreografia contemporanea’ (comunicato della casa)
 E’ normale, nella sperimentazione delle scene più interessanti del panorama attuale, che accanto algi spettacoli di danza pura, siano presentati alcuni progetti al confine tra i generi, nati dall’incontro della danza con le arti visive, la letteratura, il video, la musica, il teatro.
Giorgio Barberio Corsetti e il suo team nelle loro scelte dimostrano di aver voluto andare ai ’limiti dell´inscenabile’, ancora una volta con il secondo invito rivolto a Constanza Macras (alias Dorky Park, Berlino), in realtà parte dell´appendice prolungata del festival stesso (’Equilibrio oltre’, 30.3.): acclamata a Berlino, sarà un momento di acme della programmazione di Corsetti, che ha in mente anche ulteriori progetti con l´artista argentino-tedesca. Tra gli ospiti d´onore al primo posto naturalmente è Wim Vandekeybus con la sua ultima produzione Spiegel, in fiammingo ’Specchio’, ovvero lo specchio dell´identità della sua compagnia Ultima Vez, che ripercorre tutto il suo lungo passato in un solo spettacolo. Ma Vandekeybus è stato maestro a tanti, anche attori che lavoravano poi per la Valdoca o per Delbono, mentre più estraneo alle scene italiane è Thierry Baë – Francia -, rivelazione dell’ultimo festival di Avignone, che presenta il bellissimo Journal d’inquiétude, interpretato dallo stesso Baë, come in molti altri casi anch´esso un solo quasi al di fuori della danza e più probabilmente rientrante nell´ambito della performance, essendo profondamente autobiografico o comunque almeno in parte autoreferenziale, come è naturale siano le performance.
Coreografo sensibile, poliedrico e già consacrato dal successo, co-direttore artistico dell’ultima edizione del festival di Avignone, Josef Nadj presenta un lavoro in cui l´aspetto musicale e allo stesso tempo la tradizione delle sue radici ungheresi (anche se lavora da sempre in Francia) la fanno da padroni.
Fondata e diretta dal coreografo Tino Fernandez, la compagnia colombiana L’Explose rappresenta una delle realtà più anomale nel panorama delle arti performative in America del Sud. Frenesí è appunto, come spesso accade in questo festival, più che una coreografia è una creazione fortemente teatrale: ’il movimento diventa materia espressiva per mettere a nudo le pulsioni e i conflitti dell’esistenza’.
Uno spazio particolare è dedicato alla videodanza con una rassegna realizzata in collaborazione con il Centre George Pompidou di Parigi.


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