X

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicit‡ in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di pi˘ o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Chiudendo questo banner, invece, presti il consenso allíuso di tutti i cookie



Shakespeare e Sangue

Pubblicato il 16 febbraio 2015 da Sarah Mataloni


Shakespeare e Sangue

L’otto febbraio è andato in scena al teatro Testaccio, Shakespeare e Sangue, originale lavoro scritto e diretto da Stefano Mondini. Lo spettacolo, intreccia con intelligenza, la vita di due sorellastre “sbandate”, con brani tratti da opere di Shakespeare, utilizzati scenicamente per scavare in profondità nell’emotività e nella psicologia delle protagoniste. Kelly e Kate, ladruncole rifugiate in uno stabile abbandonato di New York, sono perseguitate dal terribile boss Vinnie, al quale hanno sottratto una consistente quantità di droga; sulla scena irrompe (in soccorso delle due sorellastre) l’ex tossicodipendente Mary, capace di trascinare, recitando con maestria brani tratti da Riccardo III, Giulietta e Romeo, Enrico IV (presi come esempi di vizi e passioni umane) Kelly e Kate in una dimensione poetica estranea alla loro abituale vita “disagiata”.

Il risultato del mix tra poesia e amara realtà è un sapiente equilibrio di contrasti (vita della strada e poesia) che finiscono per essere perfettamente bilanciati: lo spettatore vive un’atmosfera ansiogena che non lascia respiro, per poi ritrovarsi, solo per alcuni istanti, a sognare, con monologhi di opere del passato. Un esperimento di teatro nel teatro particolarmente azzeccato per diversi motivi: i monologhi shakespeariani dei personaggi interpretati, calzano a pennello con le passioni umane (tratte da scene di vita attuali) prese in esame e l’atmosfera rarefatta e poetica, spezza l’inquietante realtà delle protagoniste, creando un contrasto interessante e originale. “Shakespeare e sangue” rende molto bene non solo per l’idea del bilanciamento di contrasti, ma anche per l’andamento dello spettacolo stesso; lo spettatore viene continuamente trascinato in un’altalena di ritmi e di dinamiche non convenzionali.

Per tutta la durata dello spettacolo, infatti, poesia e cruda realtà si amalgamano generando un forte senso di sospensione e uno stato di alta tensione: claustrofobia, atmosfere cupe e storie di vita inquietanti si incastrano, creando quadri “crudi” e tetri, resi alla perfezione dall’interpretazione delle tre protagoniste (Francesca Tardio, Carlotta Guido, Sophia de Pietro) e da una regia attenta all’insieme generale e al dettaglio di ogni singola scena.

Le tre protagoniste, infatti, riescono (ognuna a suo modo) a trasmettere l’immagine di una vita ai margini e risultano a loro agio nelle parti interpretate sulla scena dosando abilmente intensità, gestualità e vocalità, elementi capaci di creare tensione e un giusto equilibrio nella coralità dell’azione scenica. Le attrici, vestendo i panni di “delinquenti”, sembrano a tratti prive di umanità, e sono rivestite di quel cinismo tipico di chi vive secondo la legge della strada. Particolarmente convincente l’interpretazione di Kate (Carlotta Guido), tossicodipendente in crisi d’astinenza: le espressioni, la gestualità, la postura e i tic nervosi e ossessivi, sono curati nei minimi dettagli e lo spettatore finisce per vedere in lei la prigione e il vuoto generato dalla dipendenza.

"Shakespeare e sangue", tra momenti shakespeariani e quadri di vita “criminale”, si rivela un esperimento ben riuscito, e catapulta il pubblico in una dimensione dura, nella quale, alla fine, vince la legge della giungla e dove non c’è spazio per affetti o sentimenti legati al perdono.


(Shakespeare e Sangue); Regia: Stefano Mondini; autore:Stefano Mondini; musica: Angelo Talocci ; interpreti: Francesca Tardio, Carlotta Guido, Sophia de Pietro.


Enregistrer au format PDF