X

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicit‡ in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di pi˘ o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Chiudendo questo banner, invece, presti il consenso allíuso di tutti i cookie



Sogno di una notte d’estate: Saggio finale dell’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico

Pubblicato il 5 luglio 2009 da Laura Khasiev


Sogno di una notte d'estate: Saggio finale dell'Accademia d'Arte Drammatica Silvio D'Amico

Con un esercizio di training, gli allievi dell’Accademia D’Arte Drammatica Silvio D’amico hanno accolto il loro pubblico al teatrino Eleonora Duse. Sogno di una notte d’estate è lo spettacolo scelto per il loro saggio finale assieme al loro maestro Carlo Cecchi, con l’aiuto alla regia di Valentina Rosati (allieva del terzo anno del corso di regia) e di Angelo Pavia. Nessun elemento scenografico a ricreare l’atmosfera del “sogno”, ma il passaggio di un bastone tra gli attori in scena, esercizio usato per mantenere una buona energia, ha fatto pensare ad un ambiente boschivo con rami e foglie aggrovigliati.
Ed ecco pian piano condensarsi la sensazione del “sogno”, in cui tutto diviene evanescente. Lo spettatore è trascinato in quella “notte di mezza estate”, fatta di equivoci e scambi amorosi che condurranno al lieto fine. Sono Teseo ed Ippolita ad inaugurare la vicenda con un vigoroso incontro/scontro. Prossimi alle nozze, si dichiarano amore nei meandri suggestivi della foresta, pronunciando versi del genere che Shakespeare sceglie di far pronunciare agli amanti, con l’intento di esprimere concetti nobili talvolta didascalici, rendendoli piacevolmente frubili al pubblico. La scena apre il suo spazio alla fuga di Ermia che scappa via da Demetrio, colui al quale l’ha promessa in sposa il padre Egeo e che lei rifiuta perché innamorata di Lisandro, a sua volta innamorato di lei. Demetrio è invece inseguito da Elena, a cui è affidato il bellissimo monologo della fanciulla rifiutata da colui che ama. Nella voce e nelle movenze l’allieva Barbara Ronchi ha trasmesso tutta la sofferenza della fanciulla incapace di avere una percezione reale di ciò che ha intorno, perché accecata dall’incubo che si ritrova a vivere. Il gioco amoroso dei quattro si ribalta dopo che il vivace folletto Puk posa la pozione magica sulle teste dei giovani amanti, datagli da Oberon, il quale vuole vendicarsi della sua Titania. Puk però fa confusione e solo alla fine Oberon riuscirà a riportare tutto in ordine. Una volta ristabilito l’equilibrio nel bosco, dove fate coi loro canti e danze allietano il pubblico tra una scena e l’altra, Teseo decide di assistere alla commedia messa su da una compagnia di artigiani la tragedia di Piramo e Tisbe, montata con tanto impegno, viene però presentata da Filostrato come la più triste e squallida delle rappresentazioni, ma riesce comunque a dilettare gli animi lieti degli amanti, che si preparano alla loro prima notte di nozze.
La commedia nella commedia è divenuta occasione ulteriore per mostrare la bravura dei ragazzi, capaci di fondere la recitazione nella recitazione e di divertire il pubblico. Tra una scena e l’altra gli allievi hanno suonato le melodie di Nicola Piovani, e il passare di alcuni attori dalla recitazione al suonare ha rafforzato il lavoro collettivo, ricercato da chi li ha diretti. Inoltre ogni scena è stata intervallata dalle danze e i canti delle simpatiche fate, che hanno dato un tocco di leggerezza alla rappresentazione. Il lavoro con i ragazzi è partito da esercizi di improvvisazione, di canto, di pratica per sostenere un testo così complesso, senza farlo perdere di vigore. L’intento di Cecchi è stato assai ambizioso: partire da un gioco di scena per arrivare a quello più complesso e pericoloso del teatro. Forse è proprio per questo che guardando lo spettacolo si è avuta la sensazione di esser di fronte a qualcosa di incompleto e non finito. La rappresentazione è stata senza dubbio piacevole e la bravura degli allievi è innegabile, ma per giungere all’obiettivo a cui il maestro li ha sottoposti probabilmente non basta una vita. A detta dei ragazzi, infatti, essere guidati da un regista di questa portata è stato complesso perché egli li ha messi in contatto con i loro disagi, cercando di farli sfuggire ad un tipo di recitazione che li avrebbe relegati al loro "autismo" , che egli ha definito "muro resistente" e dunque difficile da abbattere. Il teatro è infatti un gioco(jeu, play) e si fa insieme, ma in questo senso Cecchi ha trovato ostacoli e difficoltà che si sono inevitabilmente riversate sui ragazzi. In un’intervista ha dichiarato che sconsiglierebbe di intraprendere la carriera teatrale ai suoi nipoti, se ne avesse, così come a chiunque altro; però c’è da dire che il teatro spesso non è una scelta, ma un qualcosa che ti travolge e di cui non si può fare a meno, a cui si è in un certo senso destinati. In questo saggio gli attori son stati messi di fronte alle tortuosità che si incontrano generalmente quando si prepara uno spettacolo e questo di certo li ha spossati e messi a disagio, ma sicuramente ha anche dato loro una grande lezione di vita. Per loro è soltanto l’inizio, pur essendo la conclusione dei tre anni di accademia, e questo lavoro finale ha sicuramente lasciato dentro l’animo di ognuno un segno, che a distanza di tempo continuerà a porre dubbi e domande e a suggerire la direzione da prendere, lasciando però in sospeso riguardo alla meta da raggiungere...


(Saggio finale dell’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico : Sogno di una notte d’estate); Regia: Carlo Cecchi; Aiuto regia: Valentina Rosati, Angelo Pavia; assistente alla produzione: Daniele Muratore; drammaturgia: William Shakespeare; traduzuione: Patrizia Cavallo;luci: Sergio Ciattaglia; direttore di scena: Camilla Piccioni; costumi:Sandra Cardini, Elena Pavinato; sarta: Manuela Stucchi, impianto scenico: Bruno Buonincontri interpreti: (Teseo - Luca Mnannocci ), ( Ippolita - Naike Anna Silipo), ( Lisandro - Gabriele Portoghese), (Demetrio - Davide Giordano), ( Ermia - Denise Malgieri/ Sofia Pulvirenti), (Elena- Barbara Ronchi), (Egeo - Andrea Paolotti), ( Filostrato- Cecilia Zingaro), ( Oberon - Federico Brugnone), ( Titania- Giulia Santilli/ Valentina Ruggeri), ( Fate - Ippolita baldini, Cecilia Zingaro, Simone Lijoi, Sofia Pulvirenti, Denise Malgieri, Giulia Santilli), (Puk- Silvia D’Amico), (Cotogno/ prologo- Enoch Marrella), (Botto/ Piramo- Luca Marinelli), (Canna/ Tisbe - Lucas Waldem Zanforlini), (Stagna/ Muro - Simone Lijoi), (Zeppa/ Leone - Andrea Paolotti), (Fameterna/ Chiardiluna- Nicola Sorrenti); teatro e date spettacolo: Teatro Eleonora Duse, Via Vittoria, 6; info: Saggio di diploma degli allievi del terzo anno A.N.A.D.


Enregistrer au format PDF