The Dubliners

Roma, Teatro la Comunità. A grande richiesta fino al 30 novembre lo spettacolo The Dubliners di James Joyce per la regia dei Giancarlo Sepe.
«C’era moltissima confusione, risa e rumore, il rumore di ordini e contrordini, di coltelli e forchette, di turaccioli e tappi di vetro.», con queste parole Joyce nel racconto I Morti (The Dead), tappa conclusiva della sua celebre raccolta, descrive il banchetto a cui partecipa un gruppo di irlandesi riuniti per il ballo annuale delle Signorine Morkan. È la confusione a regnare sovrana, soprattutto quella interiore la quale invade l’animo e da questo muove verso l’esterno per manifestarsi attraverso il corpo. La gente di Dublino portata sulla scena da Giancarlo Sepe è corrotta. I volti dei personaggi sono scuri, sporchi di fumo o melma e in ogni caso snaturati e lontani dall’immaginario comune. Un uomo di cui non si individuano chiaramente i tratti somatici è una maschera e in quanto tale inverosimile; ma se è la realtà in cui viviamo a intaccare le nostre sembianze originarie e a diventare parte della nostra esistenza allora è più vero un uomo corrotto sia dentro sia fuori che un atro grazioso ma marcio allo stesso modo. I Dubliners non trovano pace, forse non la cercano, e per questo sono in continuo conflitto tra loro e dentro di loro. I personaggi di questa pièce si contorcono sui propri corpi come in preda a crisi epilettiche, si trascinano su gambe che non reggono il peso del busto, si muovono in gruppo senza incrociarsi con lo sguardo: affronano insieme la loro agonia. James Joyce nacque a Dublino in una famiglia profondamente cattolica e l’Irlanda che ci racconta è marcia anche a causa di una religiosità ossessiva che ha chiuso il suo popolo nel timor di Dio e lo ha storicamente reso rivale della vicina Inghilterra, terra verso cui provare repulsione e attrazione e senza la quale, confessa una voce fuoricampo, la verde Irlanda mancherebbe del suo più grande punto di riferimento.
Siamo davvero a Dublino e l’atmosfera in cui è immerso lo spettatore risulta perfettamente in linea con le suggestioni dell’opera joyciana. La scelta registica della recitazione in lingua originale è vincente e permette sia alla platea di assaporare un tocco di autenticità letteraria sia agli attori di dare sfoggio di grande abilità recitativa. La prosa non è tuttavia una componente dominante nella pièce e spesso viene messa a tacere da musica e stornelli, elementi che sembrano ricondurre i personaggi in una dimensione alla quale non gli è dato appartenere: la vita.
(The Dubliners); Regia: Giancarlo Sepe; scene e costumi: Carlo De Marino; musica: Davide Mastrogiovanni Harmonia Team; interpreti: Giulia Adami, Lucia Bianchi, Paolo Camilli, Federico Citracca, Manuel D’amario, Giorgia Filanti, Domenico Macri’, Caterina Pontrandolfo, Guido Targetti voce Pino Tufillaro ; teatro e date spettacolo: Teatro La Comunita dal 10 ottobre al 30 novembre
