Truffaut intervista Hitchcock

Roma, Auditorium Parco della Musica. In scena il 25 novembre presso il Teatro Studio Gianni Borgna lo spettacolo Truffaut intervista Hitchcock, tratto dal libro Il cinema secondo Hitchcock di François Truffaut, per la regia di Nicola Calocero.
Drama is life with the dull bits cut out, il dramma o meglio il cinema è la vita con le parti noiose tagliate: citazione hitchcockiana che meglio sintetizza il progetto di Nicola Calocero, il quale ha scelto di confrontarsi con la trasposizione teatrale di uno dei testi sacri della critica cinematografica. La sfida in un lavoro di questo tipo è proprio quella della sintesi legata alla scelta e selezione delle parti più significative rintracciabili in un’opera inviolabile. Se nella lunga intervista di Truffaut a Hitchcock di parti noiose non ce ne sono allora vediamo in che modo i passi salienti sono stati estrapolati e affidati alla curiosità degli spettatori.
A trent’anni dalla morte del regista sono stati invitati a interpretare i ruoli di Alfred Hitchcock e Francois Truffaut i loro doppiatori storici, Paolo Lombardi e Jacques Peyrac, questa volta non solo voci ma corpi immersi nella lettura di un’intervista che vuole essere documento e dichiarazione di poetica. Il dialogo segue un andamento diacronico e Hitchcock introduce la storia della sua carriera partendo dalle prime "disastrose" ma più che altro goffe avventure cinematografiche fino ad arrivare a quello che nella sua linea di pensiero è il centro nevralgico: la suspense. La definizione del termine, il tentativo di darne una connotazione visiva e gli esempi tratti dalla produzione cinamatorgrafica del regista sono intercalati dal bizzaro modo, "alla francese", di pronunciare il lemma da parte di Truffaut. L’intero spettacolo è accomopagnato e guidato dalle musiche di Mauro Campobasso, il quale scandisce l’andamento del dialogo e ne sottolinea le pause, momenti di stasi in cui i personaggi immobili lasciano adito al pubblico di riflettere su quanto appena ascoltato ma delle quali in alcuni passaggi si sarebbe potuto fare a meno. La messinscena è inoltre arricchita dalla poiezione di immagini e video che oltre a svolgere un ruolo esplicativo incarnano l’elemento cinematrografico.
L’intervista si conclude con una delle affermazioni più divertenti di Alfred Hitchcock: Invidiavo Walt Disney quando faceva i cartoni animati. Se non gli piaceva un attore, lo poteva semplicemente cancellare; La voce emozionata di Paolo Lombardi regala alla platea quest’ultima citazione e allude a un significato più ampio ovvero la consapevolezza che alcuni pezzi di storia e i personaggi che l’hanno incarnata non possono essere dimenticati.
