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Un fulmine a ciel sereno

Pubblicato il 13 novembre 2013 da Valeria Gaveglia


Un fulmine a ciel sereno

Roma-Teatro Lo Spazio. Divertente, entusiasmante e coinvolgente, così si è presentata al pubblico la performance di Paolo Macedonio nello spettacolo Un fulmine a ciel sereno. La storia è quella di un ragazzo siciliano, della sua bizzarra ma tipica famiglia del sud Italia e dei suoi amici fannulloni. Paolo vive con i genitori, il fratello e la nonna. Il padre, medico, è caratterizzato da un’ apprensione che sfiora il patetico. Ogni sera Paolo e suo fratello sono attesi dal capofamiglia, che sonnecchia davanti al film western di turno, pronto a rinfacciare loro di averlo costretto sveglio fino all’alba e di essere due scansafatiche privi di interessi e qualità. La figura materna, di contro a quella paterna, mostra passività e giustifica i figli riconducendo le loro indoli a matrici pseudo letterarie, che lasciano intuire si tratti di una donna colta, probabilmente un’insegnate. Personaggio dalla forte vis comica è quello della nonna. L’anziana signora è intrisa di superstizione e ossessionata da un episodio che segnò la storia della sua famiglia: le zie Tota, Fina e Rosa, di ritorno dai campi, vennero sorprese da un temporale che lasciò la zia Fina folgorata da un fulmine. Tutta la famiglia, in caso di maltempo, deve dunque restare in casa per scongiurare il ripetersi dell’episodio! Paolo esce dall’ambiente domestico e trascorre le sue giornate in compagnia degli amici storici, compagni delle lunghe sere trascorse in macchina a chiacchierare fino al mattino. Nei racconti di gioventù il ricordo della band che i ragazzi decisero di formare e il fiasco nel tentativo di far carriera, gli anni all’università e lo studio che non andò in porto, le serate in discoteca e gli effetti delle droghe, i film visti e rivisti e le imitazioni di Rambo, Al Pacino e Joe Pesci. La storia di un ragazzo come tanti, che cerca una strada ma non la trova, che sta probabilmente sondando il posto sbagliato, che non ha capito di avere proprio davanti agli occhi il suo futuro: le imitazioni fatte per burla sono la sua dote innata e dopo aver appreso ciò dai commenti di un amico, Paolo decide di fare l’attore. Si trasferisce a Roma e studia recitazione. La trama non sarà intrigante ma a noi lo spettacolo è piaciuto molto per merito della straordinaria performance di Paolo Macedoni, attore brillante e poliedrico che per l’intera messinscena ha interpretato la parte di ogni personaggio evocato sul palco. Dal ragazzo turbato alla vecchietta affettuosa, dal padre paranoico all’amico esaltato, dalle zie contadine alle star Hollywoodiane. Il dinamismo dell’attore è stato saggiamente accompagnato dai pezzi di alcune rock band tra cui Rolling Stones e Velvet Underground. Una serata all’insegna del divertimento, ideale per riflettere sulla condizione dei giovani del nostro tempo, un input per la ricerca di noi stessi nel quotidiano e per la comprensione delle nostre attitudini a partire da ciò che ci appare scontato e invece può rivelarsi essere la nostra strada. Il motto di questo spettacolo è la celeberrima affermazione di John Lennon: «La vita è ciò che accade mentre sei impegnato a fare altri progetti», e se il progetto di uno spettatore a teatro è quello di trascorrere una bella serata possiamo dire che, almeno per questa volta, la vita non ci ha riserbato sorprese.


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