Uscita di emergenza

Roma, Teatro della Cometa. In scena dal 7 al 25 gennaio lo spettacolo Uscita di emergenza di Manlio Santanelli, per la regia di Enrico Maria Lamanna.
Due uomini vivono miseramente in una catapecchia della periferia napoletana e trascorrono le loro giornate senza mai uscire da quella che non sembra essere una dimora bensì una tomba. Cirillo (Vittorio Viviani) e Pacebbene (Gino Auriuso) in un’altra vita erano rispettivamente un suggeritore di teatro e un sacrestano ma adesso del loro passato non resta che qualche monotono racconto e l’ostentazione ossessiva di atteggiamenti e abilità che ormai non hanno alcun fine pratico. Le giornate scorrono tutte uguali, le parole dei due delineano una comunicazione quasi insensata e fine a se stessa come se ormai si fossero detti già tutto e non resta loro che ripetere meccanicamente la stessa insopportabile favola. L’intero racconto è accompagnato da un’atmosfera di ilarità e gioco che deriva innanzitutto dall’utilizzo del dialetto napoletano e che si colora di gag e pantomime dal sapore clownesco. Cirillo rievoca gli anni delle tournee, l’amore passionale per una prima attrice che ama definire “la grande signora” e gli onori di cui si riempiva il cuore dopo ogni spettacolo, fiero di aver portato a termine il suo lavoro di suggeritore. Se la carriera da girovago è stata la sua grande passione, non si può dire lo stesso della vita sentimentale di quest’uomo, tradito dalla moglie, costretto alla separazione e ridotto in miseria. L’altro protagonista è Pacebbene, uomo dallo spiccato e ossessivo senso della religione, lettore accanito di sacre scritture ed evidentemente sciocco. Un bambinone, ecco come appare questo personaggio il quale potrebbe essere associato alla figura del servo che non aspetta altro se non burlarsi di padron Cirillo, tutto preso dalle sue citazioni metateatrali e dal parlar erudito. Due anime diverse costrette nello stesso luogo, claustrofobico e precario, uomini consumati dalla miseria, che hanno fatto della miseria stessa la sola possibilità di sopravvivenza. L’intera pièce vanta una forte componente recitativa accompagnata da un uso pertinente del suono e dell’illuminazione. L’alternanza tra buio e luce scandisce lo scorrere delle giornate e gli effetti audio arricchiscono e favoriscono l’andamento della narrazione. La messinscena si articola in due atti senza cambiamenti scenografici. Gli interpreti appaiono brillanti nella recitazione e in sintonia nell’interazione. La parola attorale è farcita di gesti e movimenti inaspettatamente audaci dato lo spazio ridotto e una significativa mole di oggetti di scena. Uscita di emergenza è uno spettacolo che parla allo spettatore attraverso due piani comunicativi: quello del gioco teatrale e quello della denuncia sociale. La platea del Teatro della Cometa sembra aver afferrato il messaggio di ludus e pietas che aleggia nella rappresentazione.
(Uscita di ermergenza); Regia: Enrico Maria Lamanna; drammaturgia: Manlio Santanelli; costumi: Teresa Acone; scene: Massimiliano Nocente; grafica: Overlook; organizzazione: Maria Francesca Serpe interpreti: Vittorio Viviani e Gino Auriuso; teatro e date spettacolo: Teatro della Cometa dal 7 al 25 gennaio
