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Venezia 72 - L’Hermine - Concorso

Pubblicato il 6 settembre 2015 da Fabiana Sargentini

VOTO:

Venezia 72 - L'Hermine - Concorso

In L’hermine, scritto e diretto da Christian Vincent, Fabrice Luchini interpreta, in questo caso è corretto dire magistralmente, Xavier Racine, "monsieur le President", irreprensibile giudice di provincia odiato in tutti i tribunali. Al processo per l’uccisione di una bambina di sette mesi partecipa sorteggiata alla giuria Ditte (Sisde Babett Knudsen), la piacente anestesista che l’ha rianimato dopo un grave incidente anni prima. L’emozione di rivederla si insinua nell’animo di quest’uomo burbero, poco amato, in via di separazione dalla moglie (Marie La Forêt, che ricordiamo su tutti in Le rayon verte (Éric Rohmer, 1986).
La trama è semplice, segue lo svolgimento in tre giorni del processo in una cittadina francese. Il verdetto non è il fulcro del film, quando sarà emesso passa quasi in cavalleria. Il fuoco del film è sul dipanarsi delle ragioni del cuore: così come non esiste la verità nella giustizia (se si viene dichiarati innocenti o colpevoli è frutto di fattori imprevedibili, pressoché casuali) non esiste un sentimento giusto o sbagliato, non esistono regole che impediscano di sentire le emozioni. Infatti Monsieur le President non esita a farsi sotto con Ditte quando il destino la pone di nuovo nella sua strada: si espone, la cerca via sms, le propone aperitivi all’uscita dall’aula, non si vergogna di conoscere la figlia adolescente, curiosa e impertinente. La donna è lusingata ma resta sulle sue, lo mette con le spalle al muro, si protegge e non rilancia. I momenti tra i giurati sono coinvolgenti nei dialoghi, i confronti di opinioni divergenti puntuali, verosimili, chiari: fanno partecipare lo spettatore alla vicenda con calore.
Tra La parola ai giurati (Sidney Lumet, 1957), il remake di Nikita Mikhalkov (2007) e La classe di Laurent Cantet (Entre les murs, 2008) per la veridicità dei visi: non un giurato fuori posto, rappresentanti di ogni classe sociale, la perfezione degli accusati, la recitazione naturale dei testimoni, un miracolo di facce autentiche, vive, sincere. Scene, costumi e battute perfetti. Commedia umana francese di qualità.


CAST & CREDITS

(L’Hermine); Regia e sceneggiatura: Christian Vincent; fotografia: Laurent Dailland; montaggio: Yves Deschamps; interpreti: Fabrice Luchini, Sidse Babett Knudsen; produzione: Albertine Films, Gaumont, France 2 Cinéma; origine: Francia, 2015; durata: 98’


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