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Viaggio all’isola di Sakhalin

Pubblicato il 29 settembre 2014 da Valeria Gaveglia


Viaggio all'isola di Sakhalin

Roma, Teatro Argentina. In scena il 19 e il 20 settembre lo spettacolo Viaggio all’isola di Sakhalin, liberamente ispirato ad Anton Cechov e Oliver Sacks. Protagonisti i detenuti attori della compagnia di Rebibbia.

La pièce è ispirata al viaggio che Anton Cechov intraprese per visitare un’isola prigione all’estremo oriente della Russia e al racconto dell’esperienza dello scienziato cognitivo Oliver Sacks che ci indica l’esistenza di un’isola detta “dei senza colori” poiché tutti gli abitanti erano stati resi ciechi da una misteriosa malattia. Il diario di Cechov e la denuncia delle condizioni di vita al limite del rispetto della figura umana sono lo spunto perfetto per una sottile denuncia sociale, che vuole sensibilizzare il pubblico alla riflessione su tematiche purtroppo poco dibattute all’interno della nostra società. Lo spettacolo nonostante alcuni momenti di sana ironia resi attraverso battute semplici ma efficaci, mantiene il suo carattere prevalentemente serio. Ciò che si vuole trasmettere è la condizione umana di isolamento e quanto ne deriva. L’uomo è un’animale sociale, vivere a contatto con gli altri non è una scelta ma una necessità. La solitudine porta all’annullamento della persona e la metafora di un mondo visto in bianco e nero destinato a svanire in una non-visione della realtà rappresenta il destino degli abitanti dell’isola di Sakhalin e ancor di più quello di ogni uomo privato della sua vista sociale. Le parole di Cechov declamate per bocca degli attori del carcere di Rebibbia recitano: “Io sono profondamente convinto che tra cinquanta o cento anni si guarderà alla pena dell’ergastolo con la stessa perplessità e imbarazzo con cui oggi guardiamo all’applicazione della tortura … Per cambiare questa eterna prigionia con qualcosa di più razionale e rispondente a giustizia, ci mancano ancora le conoscenze, l’esperienza, il coraggio”. Ammettiamo che di coraggio ce n’è stato in gran quantità, sia da parte degli organizzatori della serata sia da parte degli stessi detenuti. Mettersi in gioco realizzando un prodotto artistico come uno spettacolo teatrale è sintomo di volontà di cambiamento. Grande la sorpresa dei presenti in sala nel vedere recitare egregiamente il gruppo di Rebibbia e forte la commozione nel finale: sui palchi del Teatro Argentina erano presenti i familiari dei detenuti che hanno mostrato tutto il loro affetto con applausi e grida di incitamento. Il nostro augurio è che questa meravigliosa avventura di etica e arte abbia lunga vita.


(Viaggio all’isola di Sakhalin); Regia: Laura Andreini Salerno e Valentina Esposito; drammaturgia: Valentina Esposito; costumi: Paola Pischedda; scene: Enzo Grossi; luci: Valerio Peroni; interpreti: Fabio Albanese, Massimo Alletta, Teno Ahmetovic, Giuseppe Borzacchiello Giuseppe Camillo, Patrick Cosma, Marco Costantini, Antonio Da Ponte Sandro Dari, Marco Dell’Unto, Vincenzo Di Letizia, Giovanni D’Ursi, Roberto Fiorini Roberto Fois, Salvatore Fontana, Alessandro Forcinelli, Emanuele Gemito Filippo Giuffrida, Daniel Silva Gonzales, Toma Jovanovic, Tommaso Marsella Angelo Molinari, Giancarlo Porcacchia, Gabriel Radu, Massimo Ramoni, Luciano Terzini, Doriano Torriero, Simmaco Zarrillo.


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