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10 regole per fare innamorare

Pubblicato il 17 marzo 2012 da Antonio Valerio Spera
VOTO:


10 regole per fare innamorare

Tanto per cambiare, ecco una commedia giovanilistica italiana. Ragazzi alle prese con l’università, l’affitto e le bollette da pagare, il precariato, la perdita dei valori, festini a base di alcool e marjuana e soprattutto l’amore. Ovviamente il tutto gira attorno a un protagonista carino e impacciato (in questo caso la star del web Guglielmo Scilla, in arte Willwoosh), una bella ragazza da lanciare sullo schermo che non deve esentarsi da una scena in lingerie (può mai mancare?!), un gruppo di amici simpatici e nullafacenti e un adulto dalla fedina morale non proprio impeccabile pronto a redimersi e sfoggiare saggezza e sensibilità. Figuriamoci, non c’è niente di male in tutto questo, in fondo il genere e soprattutto il target a cui fa riferimento richiedono questi elementi. Il problema è che oltre ad essi non c’è nient’altro in 10 regole per fare innamorare. Non c’è nulla di nuovo, né nell’evoluzione della storia né nei dialoghi e nelle situazioni. E’ l’ennesimo prodotto fotocopia che piacerà ai ragazzi, probabilmente incasserà qualche milione di euro al botteghino e che genererà altre decine di film praticamente identici. Non c’è niente di che stupirsi, sono le regole dell’industria cinematografica. Rimane però la delusione. La delusione che anche questo film non sia riuscito a rinnovare minimamente il filone e soprattutto che non ci sia riuscito neanche un regista bravo come Cristiano Bortone che con i suoi precedenti lavori ci aveva regalato piccoli gioielli di originalità e delicatezza (Rosso come il cielo su tutti). Ma resta anche il rammarico di vedere l’ottima interpretazione di un grande attore come Vincenzo Salemme, qui in una delle sue performance migliori offerte sullo schermo e in grande spolvero, perdersi nella solita simpatica storia d’amore in stile “lucchetti e baci perugina”, condita di scene slapstick, momenti ridicoli, scontate lotte sentimentali e dialoghi abbastanza banali.
Nettamente targettizzato per un pubblico giovanissimo, 10 regole per fare innamorare mostra una discreta messa in scena, un ritmo veloce e una piacevole freschezza (non tanto bravura) dei suoi protagonisti. Il suo problema – grande – risiede in una sceneggiatura senza picchi, arrendevole nelle introspezioni psicologiche, totalmente avulsa dalla realtà. Una sceneggiatura in pieno stile “telefonini bianchi”, che non a caso porta la firma di Fausto Brizzi, autore meritevole senza dubbio di aver rilanciato l’industria della commedia italiana ma che purtroppo negli ultimi tempi non riesce a dare nuove idee agli innumerevoli copioni a cui partecipa. E’ il caso che adesso, anziché pensare solo e soltanto alle storie d’amore, si impegni a stilare e soprattutto a seguire 10 regole per rinnovare il suo repertorio.


CAST & CREDITS

(10 regole per fare innamorare) Regia: Cristiano Bortone; sceneggiatura: Cristiano Bortone, Fausto Brizzi, Pulsatilla, Annalaura Ciervo; montaggio: Claudio Di Mauro; fotografia: Roberto De Nigris; interpreti: Guglielmo Scilla, Vincenzo Salemme, Giulio Berruti, Enrica Pintore, Trio Medusa, Pietro Masotti, Cinzia Mascoli, Piero Cardano; produzione: Orisa Produzioni, Òrkestra Entertainment; distribuzione: Key Films; durata: 93’.


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