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Always - Sunset on the Third Street

Pubblicato il 2 maggio 2006 da Andrea Di Lorenzo


Always - Sunset on the Third Street

Questo film di Yamazaki Takashi, tratto da un fumetto di lunghissima vita di Saigan Ryohei (ha fatto la sua prima apparizione nel 1973 ed è tuttora pubblicato) su un gruppo di persone in una zona del centro di Tokyo verso il 1958, ha avuto un grande successo in patria, incassando 28 milioni di dollari americani: guadagno massimo per un film di questo regista giapponese al suo terzo lungometraggio, di sicuro la sua opera più sentita e poetica.

Il perno della storia è la Tokyo del 1958 (mirabilmente ricreata da Yamazaki e dal suo staff negli studi per gli effetti speciali della Shirogumi) e la società giapponese di quel periodo post-bellico, vista con un occhio forse troppo propagandistico ma comunque romantico. Ecco quindi che i personaggi le cui storie si intersecano nel corso di questo revival di due ore sono funzionali alla città ed al periodo in cui vivono, più che al racconto vero e proprio delle loro storie. Storie che tra l’altro potrebbero essere attualissime, quasi topoi cinematografici imperituri: la ricerca della madre, le speranze giovanili e non, le delusioni, le passioni, gli amori, il tentativo di crearsi un futuro migliore. Il tutto letto sui volti di una decina di personaggi e di due gruppi familiari atipici: uno già formato e un altro che si va delineando. Ma sono soprattutto i personaggi secondari ed i bambini a rappresentare vivamente il film: eloquente è la figura del venditore di ghiaccio che in un’unica scena capisce quanto la sua fine (così come quella di molte vecchie tradizioni) sia vicina, sancita dalla veloce tecnologizzazione delle famiglie alla ricerca di un benessere finora solo sfiorato. Si parla di una società che cambia, dei suoi problemi e delle sue speranze e la città è palco di questi eventi, così come vero e proprio attante, con i suoi vicoli, i suoi mezzi, la sua torre in costruzione a rappresentare l’ascesa e l’evoluzione di questa società fortemente propensa a crescere. Certo, una forma lirica di vedere le cose, troppo romanzata, piena di buoni sentimenti e finali un pò troppo gratuiti... ma allora dovremmo tacciare ogni film che abbia un finale felice di essere tremendamente banale e zuccheroso. O viceversa.

Il tramonto sulla terza strada, sottotitolo di questo bellissimo film, è l’ottimistico finale che simbolizza la fine/inizio di un’epoca: la Tokyo Tower è finalmente terminata, le vite dei personaggi continueranno anche dopo i titoli di coda: una sequenza di fotografie (o forse still shots) che ci ripresenta tutti gli attanti principali della storia, sospesi in un ipotetico futuro o, forse, in un finale ringraziamento in stile teatrale, a salutare un pubblico che, qui al Far East gli ha tributato la standing ovation più lunga del Festival.

(Always - Sanchome no Yuhi) Regia: Yamazaki Takashi; sceneggiatura: Saigan Ryohei, Yamazaki Takashi; interpreti: Tsutsumi Shinichi (Suzuki Norifumi), Yakushimaru Hiroko (Tomoe), Horikita Maki (Mutsuko, "Roku"), Yoshioka Hidetaka (Chagawa Ryunosuke), Koyuki (Hiromi); distribuzione: Nippon Television Network Corp.; origine: Giappone, 2005; durata: 133’.


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