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American Pie: ancora insieme

Pubblicato il 8 maggio 2012 da Marco Di Cesare
VOTO:


American Pie: ancora insieme

Padri e figli; liceali di oggi e studenti di tredici anni fa; trentenni e ragazze appena maggiorenni: di generazione in generazione passa il testimone della comicità, sballonzolato in questo farsesco ritratto dell’America di provincia, per una staffetta i cui membri appartengono a una comunità che è un ensemble caotico e distorto.
Quarto episodio più propriamente cinematografico della saga di American Pie (laddove altri quattro, ’spuri’ allorché non presentavano il cast originale al di là di Eugene Levy, sono usciti direttamente per il mercato home video, tra il 2005 e il 2009), segue di ben nove anni American Pie - Il matrimonio. E l’American Reunion del 2012 è una pellicola che sa vivere su toni alti, urlati di una divertente, brutale, comica bestialità; ma è un film che sa anche esplicitare una visione più romantica dell’esistente, quasi sussurrata (perlomeno rispetto all’impianto generale), mischiando passato, presente e futuro (?) di una serie filmica, per un ritorno nei luoghi che la videro nascere, con l’obiettivo di proporre qualcosa di nuovo al suo interno.
Una riunione scolastica, tredici anni dopo il diploma: fin da qui, da quel numero, ’tredici’, che non apparirebbe consono per un avvenimento di tal genere, si delinea la gratuità dell’operazione, come di solipsistica opera che non ha in fondo bisogno di scuse per doversi – potersi - esprimere, facendo tra l’altro coincidere lo scorrere del tempo storico con quello della finzione cinematografica, in un gioco del sottolineare e del ribadire che assume i contorni di un didascalismo iperbolico e abusato, ancora gonfio - di ormoni (post)adolescenziali - ma mai tronfio, gioco divertente e divertito nel suo ammiccare.
Innanzitutto la voglia di ricominciare, come ben espresso dalla volontà del padre del protagonista Jim, rimasto vedovo e spinto dal figlio a tornare alla vita. Giacché poi, in fondo, questo American Reunion è tutto uno spingersi l’un l’altro, all’insegna della goliardia come del sentimento, tentando di unire l’esteriorità più promiscua con una certa intima interiorità, ove la comunità possa essere utile – anzi, necessaria - per esaltare l’individuo al suo interno. L’aspetto più goliardico viene demandato a Stifler, il quale diviene personaggio più centrale con la sua esplosiva vis comica e dirompente voglia di non maturare (appieno), mentre Jim rappresenta l’opposto (ossia la maggiore volontà di sganciarsi dal passato, lui padre e marito, seppure in un matrimonio sessualmente stanco): sono loro i due estremi che simboleggiano i due Soli tra i quali tutti gli altri personaggi si muovono, in un buon equilibrio di vecchio e nuovo, senza troppi rimpianti per il tempo che scorre inesorabile.



CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DEL FILM


CAST & CREDITS

(American Reunion); Regia e sceneggiatura: Jon Hurwitz e Hayden Schlossberg; fotografia: Daryn Okada; montaggio: Jeff Betancourt; musica: Lyle Workman; interpreti: Jason Biggs (Jim), Alyson Hannigan (Michelle Flaherty-Levenstein), Chris Klein (Oz), Thomas Ian Nicholas (Kevin Myers), Tara Reid (Vicky Lathum), Seann William Scott (Steve Stifler), Mena Suvari (Heather), Eddie Kaye Thomas (Finch), Jennifer Coolidge (Madre di Stifler), Eugene Levy (Padre di Jim), Ali Cobrin (Kara), Katrina Bowden (Mia), Shannon Elizabeth (Nadia); produzione: Universal Pictures; distribuzione: Universal Pictures International Italy; origine: USA, 2012; durata: 113’; web info: sito ufficiale.


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