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Amore & altri rimedi

Pubblicato il 15 febbraio 2011 da Annalaura Imperiali


Amore & altri rimedi

Jamie (Jake Gyllenhaal) e Maggie (Anne Hathaway) si incontrano e si amano confluendo sullo stesso percorso da due torrenti antitetici e contrastanti. Lui, tombeur de femmes dall’apparenza volutamente intrigante, giace con qualsiasi donna si mostri disponibile a cedere alla tentazione di un uomo che sappia giocare le proprie carte con fascino e capacità di calcolo del rendiconto; lei, accattivante spirito libero, malata di Parkinson al primo stadio, affronta due paure che sembrano inseguirla in ogni momento standole sempre alle calcagna: da una parte quella di una malattia potenzialmente degenerativa che l’ha colpita troppo presto nella vita, e dall’altra quella di un impegno sentimentale che implichi la presa di coscienza della propria condizione e la lungimiranza di guardare ad un futuro insieme, troppo problematico, almeno in teoria…

Un’americanata dalle pretese un po’ troppo alte, in cui lo “schema classico” prende il sopravvento: il protagonista, Jamie, di famiglia borghese benestante, passa da un lavoro all’altro con una certa facilità, contando sulla propria capacità dialettica e sul gusto della seduzione. Come avviene in una società che può essere solo (o quasi) quella statunitense, egli fa carriera dal nulla grazie alle possibilità offertegli dal campo dell’informazione farmaceutica.

Lei, Maggie, vive da artista che a ventisei anni ancora non è cresciuta abbastanza per sapere cosa fare effettivamente della sua vita e che al contempo è cresciuta troppo in fretta di fronte al proprio tremore in certi momenti preoccupante e comunque vincolante a partire dalle cose più semplici fino alle più complesse.

Il fratello di Jamie, Josh (Josh Gad), dopo essersi vantato della propria ricchezza e della propria felicità grazie alla compagnia della donna che ama (o almeno così dice), inciampa nello sgambetto di una fortuna capricciosa che lo catapulta sul divano letto del fratellone Jamie a guardare film porno e a piangersi addosso nell’incapacità di valutare le reali possibilità che potrebbe avere rimettendosi in carreggiata.

I dottori con cui comincia a lavorare Jamie sono esponenti stanchi, meschini e disillusi di un contesto socio-culturale in cui il sesso fine a se stesso costituisce l’unico grande rimedio ad ogni male. Ma una nota dolente stride in questo quadro dalla linearità fin troppo calcolabile: lei, Maggie, è malata. E il suo Parkinson accresce un senso di partecipazione nello spettatore che è mal incanalato nel cammino parallelo del resto del film. E’ come se ci fosse la voglia di accostare alla banalità di sempre, solo a tratti comica, dell’amore come rimedio a vite dedite alla consumazione passiva e menefreghista della vita, un tocco di maggiore impegno consistente nel portare all’attenzione generale lo sforzo che, in nome dell’amore, si può fare contro una malattia la cui accettazione diventa giorno dopo giorno più difficile. Non è armonica rispetto all’insieme e non suscita l’entusiasmo di un pubblico critico la scena del vecchio marito di una donna malata di Parkinson che, dopo una conferenza in materia, dà come consiglio a Jamie quello di scappare il prima possibile per non far fronte ai giorni in cui egli dovrà “pulire la sua merda” perché lei non sarà più in grado di farlo da sola.

E’ confusionario inserire elementi propri del genere drammatico nel filone quasi fiabesco della commedia classica contemporanea. E’ altalenante il risultato che ne esce e che risulta il più delle volte volgare nelle scene in cui il sesso, nella sua accezione più bassa e scadente, troneggia sullo schermo cercando di suscitare l’ilarità generale: tutto quello che si respira è un risolino un po’ amaro.

La quantità regna: dalle pillole di “Viagra” vendute e regalate e dalle donne che cadono vittime del fascino di Jamie, al vortice complessivo di una società americana che non punta molto in alto, o perlomeno, non lo fa nei rapporti sentiti e veritieri sia in campo personale che lavorativo. Quello che manca è la qualità: dalla trasformazione del sesso in amore, alla modalità di rendere il discorso conclusivo con cui si intuisce che la vita di Jamie e Maggie è fatta per essere spesa insieme.


CAST & CREDITS

(Love and Other Disasters) Regia: Edward Zwick;sceneggiatura: Charles Randolph, Edward Zwick, Marshall Herskovitz; fotografia: Steven Fierberg; montaggio: Steven Rosenblum; musiche: James Newton Howard; attori: Anne Hathaway (Maggie Murdock); Jake Gyllenhaal (Jamie Reidy); Oliver Platt (Bruce Jackson); Hank Azaria (Dott. Knight); Josh Gad (Josh Reidy); Gabriel Macht (Trey Hannigan); Judy Greer (Cindy); George Segal (Dott. James Randall); Jill Clayburgh (Nancy Randall); Kate Jennings Grant (Gina); Katheryn Winnick (Lisa); Jamie Alexanderm (Carol); Nikki Deloach (Christy); Jean Zarzour (Maria). Produzione: Bedford Falls Productions, Fox 2000 Pictures, New Regency Pictures, Stuber Productions. Distribuzione: Medusa. Origine: USA, 2010. Durata: 112 Min


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