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An Introduction To Syd Barrett

Pubblicato il 13 novembre 2012 da Emiliano Paladini


An Introduction To Syd Barrett

C’è un disco del 2010. Un disco curato da Gilmour. E’ l’introduzione alle opere di Barrett impostata da Gilmour su un’intuizione mossa a partire dal fatto che è sicuramente vero che Barrett poteva, se indirizzato nella giusta maniera, realizzare una fenomenale striscia da cantautore folk acido perfettamente inserito nella tradizione culturale storica anglosassone (come sarebbe potuto esserlo Tenco dopo aver rifiutato l’idea di concept che lui stesso realizzò per primo); ma è altrettanto vero che Opel è un disco di outtakes la cui magia acida risulta come effetto collaterale da registrazioni di prova, provini, e cose non pronte varie distribuite più che altro per i collezionisti e per i nostalgici del ricordo da sala di incisione, e l’idea è di pulire tutti i lavori alla cui realizzazione molte volte lui stesso si è prestato, cercando di dare di Barrett un’immagine più fresca, entrando nella mente creativa del compagno attraverso il restyling dei suoi lavori, attraverso la revisione di quei passaggi che lui stesso aveva visto compiersi con successo in gruppo e ai quali aveva dato un contributo necessario perché si compiessero con altrettanto successo da solista.
I primi sei pezzi sono sei pezzi scelti dai lavori coi Pink Floyd: Arnold Layne, See Emily Play, Apples and Oranges, Matilda Mother, Chapter 24, Bike. Di Apples And Oranges si ricordano i 45 anni dall’uscita il 17 Novembre 2012, è il terzo singolo dei Pink Floyd, il primo a non sbarcare il lunario dei grandi numeri delle classifiche musicali inglesi, il primo trasmesso da uno studio televisivo americano, 7 Novembre 1967.
Si tratta di brani interamente remixati, evidentemente sfruttando il lavoro che andrà a compiersi con la ristampa delle uscite complete dei Pink Floyd; i restanti 12 derivano dalla rielaborazione, in quasi tutti i casi un remaster, di lavori presi dai due dischi solisti di Barrett; e in copertina c’è un collage, tipico collage dadaista, non nelle fattezze ma nella costruzione, che Barrett impiegava nel cuci e incolla improvvisato che dava la vita e la luce alle sue composizioni (lui come Zappa in maniera più ragionata con le sue registrazioni) - Terrapin, Love You, Dark Globe, Here I Go, Octopus, She Took A Long Cool Look, If It’s In You, Baby Lemonade, Dominoes, Gigolo Aunt, Effervescing Elephant, Bob Dylan Blues.
Ma c’è un diciannovesimo brano. No, non è su disco. Bisogna scaricarlo dalla rete. Il CD mostra solo il link. Si intitola Rhamadam; e in via del tutto definitiva, c’è sempre il dispiacere di non riuscire a collocare la figura e la statura artistica di Barrett al termine di quel percorso che Rimbaud - losing hero primo e archetipico tra i contemporanei - ha di fatto intuito col suo soggiorno londinese assistendo al compiersi del Romanticismo e di tutta la sua magnificenza industriale, con la prima visione di quel genere di arte che sarà poi il Decadentismo vissuto sulla pelle senza nemmeno più la voglia di gridare niente a nessuno e con solo la forza di distruggersi in una quiete immensa.
E questo è anche un po’ il percorso di Barrett, messo da parte il momento energetico d’impeto dei primi Pink Floyd per approdare a pure illuminazioni decadenti (e dei Pink Floyd se vogliamo, al quale torneranno con gli ultimi due lavori con Waters).
Solo in tempi recenti è stato però possibile inserire Barrett nel novero dei grandi protagonisti della cultura degli anni sessanta tipo Fugs, Ed Sanders, i The Last Poets, o Parker e tutte le free forms in genere, da cui il cinema sperimentale di inizio novecento dovrebbe essere escluso perchè all’epoca il cinema era un esperimento in progress.
Free forms molte volte soprattutto inglesi, considerando Mazzetti e Fagandini, e italiane volendo sottolineare un principio considerevole con Marinetti.
Ricordando infine la classica contemporanea sviluppatasi negli Stati Uniti, si può continuare con Maclise, già detto, Morrison, un precursore, e tutta la street art (Haight-Ashbury Style) e oltre, nella misura in cui queste son cose che si compiono come stile di vita innanzitutto, e nella stessa identica misura in cui queste si assemblano tra libere espressioni di gestualità per poco più di una manciata di lavori fondamentali per le arti contemporanee e per una musica dipinta sugli spartiti per un action painting da concerto - Vocali: what colour is sound?



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