Animali fantastici e dove trovarli

Pegaso, cavallo alato, sgorga dal sangue zampillante della testa di Medusa, uccisa dal semidio Perseo. Libero e selvaggio è rappresentazione, anche in Asia Minore, di un’ispirazione creativa indomabile. Cerbero, mostruoso cane a tre teste a guardia dell’ingresso degli inferi, incarnazione al tempo stesso di diverse dimensioni temporali e vizi insaziabili, diviene simbolo, nella Divina Commedia, delle lotte intestine tra fazioni avverse che opprimevano Firenze. ll Leviatano, creatura biblica vicina ai miti religiosi babilonesi - ora coccodrillo, ora cetaceo gigantesco - evoca l’incontrollabile potenza primordiale traslata poi in efficace metafora filosofica della complessità degli apparati dello Stato, della loro pesantezza, corruzione.
La Storia dell’umanità, la Storia dell’arte sono costellate da rappresentazioni di esseri fantastici dai tratti bestiali. Il mito, nelle sue forme sacre o profane, ha sempre giocato con il profilo del muso di un animale, la sua forma mastodontica, l’agilità nei movimenti, la particolarità dell’espressione, per raccontare qualcosa dell’uomo. La magia, poi, c’entra o non c’entra. La zoomorfia è cosa naturale nelle favole: animali e animali, anche di specie diverse, e animali e uomini parlano e interagiscono tra loro senza troppo scalpore. La temperie allegorica dei quadri di Bosch lascia allegramente convivere gatti neri con astronavi come ventri di vacca, oggetti della quotidianità dimentichi dell’uso consueto, parti anatomiche rovesciate, tartarughe come spille sulla pelle, sempre con la giusta dose, di volta in volta, di ironia e sarcasmo.
Ispirato all’omonimo libro di J. K. Rowling, scritto dalla stessa autrice e lanciato come prequel della fortunata serie letteraria e cinematografica di Harry Potter, Animali fantastici e dove trovarli, diretto da David Yates è incentrato sul personaggio di Newt Scamander, un magizoologo. Di cosa si tratta? Un mago, anch’esso uscito dalla ormai celebre Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, che si è poi dedicato alla salvaguardia di animali fantastici in via d’estinzione.
Sciarpa a strisce effetto nostalgia, sensibilità ambientalista e umanitaria tappabuchi, Newt, interpretato dal Premio Oscar Eddie Redmayne, è infatti l’autore di uno dei più importanti libri di studio di Harry Potter e dei suoi amici. Il film si svolge infatti settant’anni prima della storia del piccolo maghetto occhialuto. E il target di riferimento sembra volersi allargare. Non più adolescenti effettivi tra i protagonisti ma young adults perennemente impacciati, angosciati senza un reale motivo, disadattati; anche se suona strano dirlo di tre maghi e un operaio aspirante imprenditore-pasticcere (che sia poi una valigia dall’incerto contenuto a renderlo tale, beh, questa è un’altra storia). Ed è proprio quest’ultimo, il “no mag”, il babbano, insomma l’essere umano senza poteri il personaggio forse più divertente, almeno agli occhi dei bambini presenti alle proiezioni: di una simpatia un po’ alla Oliver Hardy, fatta di goffaggine, incredulità, goduria e persino un pizzico di inaspettata seduttività che, vista l’enfasi sempre roboante del protagonista, non si sapeva proprio dove piazzare. Gli effetti speciali impiegati nella rappresentazione degli animali fantastici sono spinti al limite del kitch e della confusione sia quando devono evocare il piccolo, il tenero, il divertente, sia quando devono dar voce al gigantesco, all’orrorifico, al rovinoso, lasciando in bocca l’amaro per la mancanza di quella giusta dose di iconicità buona a creare il mito. Queste creature rimangono sullo sfondo di una storia, nel complesso, rodata metafora dei danni che possono portare, che hanno sempre portato, forme di ghettizzazione all’interno delle società.
Leoni e rinoceronti mutanti restano graziose trovate di intrattenimento senz’anima, non più specchio ironico e tagliente, rivelatore dell’animo umano. Si limitano a ruzzolare nel giardino d’essai del protagonista Newt che - nella ostentata genialità e ipersensibilità un po’ autistica, mutuata senza troppo sforzo dai personaggi dei film precedenti del divo che lo interpreta - resta per tutto il film un personaggio fermo, senza variazioni. I soli colpi di scena, forse ad omaggiare l’antica arte dell’illusionismo, spetteranno infine all’effettiva sparizione e apparizione di ormai imbolsiti miti contemporanei.
(Titolo originale); Regia: David Yates; sceneggiatura: J.K. Rowling; fotografia: Philippe Rousselot; montaggio: Mark Day; musica: James Newton Howard; interpreti: Eddie Redmayne, Colin Farrell, Ezra Miller, Katherine Waterston, Dan Fogler, Alison Sudol, Samantha Morton; produzione: Warner Bros; distribuzione: Warner Bros; origine: Gran Bretagna, USA, 2016; durata: 132’
