As we were dreaming (Als wir träumten) - Concorso

Pur distribuito in modo un po’ distratto, Andreas Dresen è un regista che in Italia ha raggiunto una qualche notorietà. Da ricordarsi almeno Catastrofi d’amore del 2002 e Settimo cielo del 2009. È quello il Dresen migliore: film low budget, bravi attori capaci di improvvisare, storie piccole, intense. Purtroppo non è mai arrivato in Italia il suo film migliore che si intitola Nachtgestalten del 1999, una specie di Short Cuts che si svolge tutto in una notte berlinese durante una visita del papa. C’è poi un secondo Dresen, quello dei film scritti a quattro mani con uno dei più grandi sceneggiatori tedeschi, Wolfgang Kohlhaase, ultraottantenne ancora attivo e lucido, figura ormai mitica nella storia del cinema tedesco, se si pensa che fu nella seconda metà degli anni ’50, con i cosiddetti “Berlin-Filme”, il primo a tentare una importazione in DDR di temi e stili mutuati dal neorealismo italiano, non senza cozzare contro l’élite politico-culturale di quel paese, che voleva sì il realismo a patto che rientrasse nelle anguste prescrizioni di marca zdanoviana. Dalla collaborazione Dresen-Kohlhaase sono nate due commedie dolci-amare: Sommer vorm Balkon nel 2005 e Whisky mit Wodka, il primo film molto meglio del secondo. C’è poi un terzo Dresen, quello che si appoggia a testi letterari; ed è sicuramente quello che convince di meno. Nel 2005 aveva tratto da un romanzo di Christoph Hein un film molto televisivo intitolato, come il romanzo, Willenbrock. E quest’anno presenta a Berlino il film tratto da un romanzo molto letto e molto premiato – non tradotto in italiano – che reca lo stesso titolo del film, un titolo che si richiama esplicitamente al film sul combattimento fra Cassius Clay e George Foreman. Ne è autore Clemens Meyer, scrittore del 1977, che quando pubblicò il romanzo nel 2006 non aveva nemmeno trent’anni. Per adattare il romanzo Dresen – ed è la terza volta – si fa “aiutare” da Kohlhaase, un film dunque, che è, diciamo così, una combinazione del secondo e del terzo Dresen. Il romanzo racconta in flashback – dalla prospettiva dell’unico che in qualche misura è riuscito a integrarsi nella vita borghese - le tragiche gesta di una gang di ragazzi a Lipsia, quindicenni quando cade il muro, per i quali l’evento storico non fa altro che radicalizzare una marginalizzazione sociale, una emarginazione, già molto marcata negli della DDR. Pur vivendo nella città che fu centro pulsante della “sanfte Revolution” (“dolce rivoluzione”), i ragazzi vivono fuori da tutto, intenti soltanto a compiere le loro gesta microcriminali, a combattere le loro povere lotte di quartiere con bande rivali, immaginando (sognando, di qui il titolo) improbabili fughe nella gestione di una discoteca o nella boxe. Dresen e Kohlhaase hanno modificato l’impianto di fondo del libro radicalizzando la trasformazione successiva alla riunificazione. Si va in sostanza dai ragazzini di dieci anni, ancora tutti più o meno integrati nel rigido sistema di valori della DDR, ai quindici anni ormai tangenti alla delinquenza. Ne deriva un messaggio politico un po’ più schierato: la riunificazione ha fatto di quei ragazzi dei relitti sociali, mentre invece nel romanzo, come detto, la tendenza era già pesantemente in atto negli ultimi anni della DDR.
Pur apprezzando il lavoro di sintesi compiuto da Dresen e Kohlhaase – il romanzo conta più di 500 pagine – pur ammettendo il fatto che la struttura giustappositiva del testo avrebbe potuto dissuadere molti autori e sceneggiatori dal trarvi un film, va detto che As we were dreaming non è risultato molto convincente per le ripetitività delle situazioni: musica techno, risse, bevute a ripetizione, un gang-movie troppo lungo, in cui ben presto si finiscono per dimenticare sia la perizia tecnica (moltissima camera a mano, colori sgranati e anticati) sia le innegabili doti di scrittura del dialogo. La suddivisione in capitoli fa di tutto per strutturare ed evidenziare alcuni snodi drammatici ma ottiene l’esito opposto accentuando l’iterazione.
(Als wir träumten); Regia: Andreas Dresen, sceneggiatura: Wolfgnag Kohlhaase; fotografia: Michael Hammon; interpreti: Merlin Rose (Dani), Julius Nitschkoff (Rico), Marcel Heupermann (Pitbull), Joel Basman (Mark), Frederic Haselon (Paul); produzione: Rommel Film- Berlino; origine: Germania- Francia; durata: 117’.
