Avatar: le prime sequenze - Noir in Festival 2009

Ecco finalmente Pandora, il mondo alieno creato da James Cameron per il suo attesissimo Avatar. Non possiamo ancora svelarvi molto sul nuovo film del regista di Titanic, ma i trenta minuti di immagini proiettati in esclusiva dal Noir in Festival, in contemporanea con l’anteprima ufficiale di Londra, ci hanno fatto capire di che cosa ci accingeremo a vedere il 15 gennaio prossimo. Manca infatti ancora un mese per l’uscita nelle nostre sale, perché se l’opera di Cameron esce in tutto il mondo a metà dicembre, l’Italia è l’unico paese che dovrà aspettare il nuovo anno per vedere sugli schermi la sua magia. Sì, magia. Perché, nonostante le poche sequenze viste a Courmayeur non ci consentano di dare un giudizio sul film, certamente hanno mostrato la sua essenza magica, la sua unicità, il suo carattere fortemente innovativo, la sua visionareità, il suo universo fantastico ma al contempo estremamente realistico, abitato da uomini blu alti tre metri, draghi con le ali ed animali dai nomi più strani, colorato da una flora cangiante, dominato da paesaggi incontaminati. L’impianto visivo di Avatar coinvolge, trascina, ipnotizza ed avvolge lo spettatore in un mondo tutto da scoprire. E’ per questo motivo che il pianeta Pandora affascina come una nuova scoperta, perché appare delineato sullo schermo con un realismo tale che non concede al pubblico la sensazione di assistere ad uno spettacolo, ma che anzi gli offre l’occasione di vivere un’esperienza concreta.
Dai trenta minuti proiettati al NoirFest, che comprendono 10 sequenze del film, si preannuncia un’opera non solo da apprezzare per la sua innovazione tecnica, ma anche per la sua azione e per il suo racconto appassionante, che porta in sé tanti richiami alla vecchia fantascienza, al cinema western e alla Storia americana (gli umani del film sono dei colonizzatori e la protagonista assomiglia tanto ad una Pocahontas futurista ed extraterrestre). In più – e questo è forse l’aspetto tecnico più interessante – non dobbiamo dimenticare l’uso spettacolare del 3D. Anche se siamo certi che anche una visione classica in due dimensioni possa raggiungere comunque un buon livello, la tridimensionalità rappresenta l’arma in più del film. Cameron usa il 3D come mai nessuno ha fatto prima: esso non serve solo a sorprendere il pubblico e a divertirlo, ma diventa vera cifra stilistica, una nuova estetica dell’immagine funzionale alla narrazione. Speriamo che gli schermi italiani adibiti a questo tipo di proiezioni siano all’altezza per poter valorizzare al meglio la qualità digitale del film. Fortunatamente il Noir in Festival, che ha organizzato l’anteprima di questi trenta minuti in collaborazione con Twentieth Century Fox, si è avvalso per la proiezione di una qualità tecnica e una tecnologia d’avanguardia. Il PalaNoir di Courmayeur è stato equipaggiato per quest’occasione con strumenti di eccezionale resa tecnica, messi a disposizione da Harkness (per gli schermi ad alta luminosità), Doremi (per la proiezione digitale), Kinoton (per i proiettori) e coordinati dallo staff italiano di Kinoroma. Trenta minuti, quindi, resi al meglio che ci hanno fatto solo salire l’ansia di vedere interamente l’ultimo lavoro di Cameron.
Prepariamoci tutti a scoprire Pandora. Prepariamoci ad entrare nel mondo di Avatar.
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