Avé - Cannes 2011 - Semaine de la critique

Strade bianche e campagne sterminate, palazzine di periferie una volta moderne, vecchie case di legno e piccoli paesi. Sono queste le immagini che Konstantin Bojanov utilizza per raccontare la moderna Bulgaria, nel suo Avè, delicato road-movie adolescenziale. Privo di qualsiasi velleità metaforica l’opera di Konstantin Bojanov è dunque un vero e proprio tragitto all’interno del suo paese, che descrive, con piccole e delicate pennellate e con lucida fedeltà.
Viaggiare on the road, seguendo tratte lontane dai percorsi turistici, è sempre il modo migliore per conoscere davvero l’anima di un paese straniero. Lasciarsi trasportare dalla strada, quasi senza una vera meta, prendersi il tempo di osservare un panorama, gustare un profumo, assaporare un cibo, scambiare quattro chiacchiere con una persona del luogo lasciano infatti molto più che qualche chincaglieria per turisti. Si può però allo stesso modo visitare e conoscere luoghi lontani e sconosciuti senza mai muoversi dal proprio posto in sala, fermandosi a vedere Kamen e Avè, giovani adolescenti in viaggio da Sofia a Ruse. Il film si rivela infatti, oltre al tenero racconto di un amore, un efficace escamotage per mostrare il proprio Paese. Periferie urbane e strade sterrate, campagne e cittadine post-industriali disegnano, in un’ora e mezza di film, una mappa della moderna Bulgaria. Il quadro che se ne ricava è quello di un paese che annaspa alla ricerca di un benessere di cui, per ora, vede solo le luci riflesse della vicina Europa. Il viaggio stesso dei ragazzi, dalla più moderna Sofia alla provincia più profonda, appare quindi come una discesa verso le zone più buie, più arretrate e difficili della Bulgaria di oggi. Si riescono ad intravedere, in questo viaggio, fra le pieghe di una storia leggera e semplice, pregi e difetti di un Paese, per molti versi, completamente sconosciuto.
Nonostante l’ambiente circostante sia, dunque, spesso desolante, il tono del film non perde mai la sua spontanea vivacità. Avè resta infatti - in primis - un godibile road-movie giovanile che mantiene solo sullo sfondo le problematiche della moderna Bulgaria. Davanti alla macchina da presa dominano dunque i caratteri di Kamen e Avè, il loro amore e la loro voglia di fuggire da una realtà ancora, per molti versi, troppo opprimente.
(Avè) Regia: Konstantin Bojanov; sceneggiatura: Konstantin Bojanov, Arnold Barkus; fotografia: Nenad Boroevich, Radoslav Gotchev; montaggio: Stela Georgieva; interpreti: Anjela Nedyalkova, Ovanes Torosyan, Martin Brambach, Svetlana Yancheva, Nikolay Urumov, Elena Rainova, Krasimir Dokov, Iossif Sarchadzhiev; produzione:Camera, KB Films, Geoffroy Grison; origine: Bulgaria; durata: 88’
