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Bangkok Loco

Pubblicato il 2 maggio 2006 da Andrea Di Lorenzo


Bangkok Loco

Basterebbe anche solo la locandina per capire il tipo di film: un tripudio di colori e personaggi tanto deliranti quanto allucinogeni. Delirante, infatti, è la storia, incredibilmente assurda nella sua evoluzione; deliranti sono i personaggi, esasperati sino all’inverosimile; delirante è la regia... ed il regista! Dal nome alquanto particolare e di nazionalità tailandese, Pornchai Hongrattanaporn è uno di quei registi adorati dal pubblico dei festival, da quello zoccolo duro che regge sino alle proiezioni di mezzanotte e che quest’anno ha avuto modo di apprezzare (parola forse eccessiva...) lo stile (forse anche qui esageriamo...) comico tailandese all’ennesima potenza di uno dei film più pazzoidi dai tempi di Kisarazu Cat’s Eye.

La storia parla di un omicidio misterioso e di un batterista accusato e braccato dalla polizia: la persona in questione è Be, un discepolo della scuola dei batteristi divini, costantemente impegnato nel raggiungimento del decimo livello divino della batteria che gli servirà a sconfiggere il suo acerrimo rivale della scuola malefica della batteria, in una sfida che si ripete ogni dieci anni. Sfortunatamente si ritrova implicato nel misterioso omicidio della sua padrona di casa, ritrovata macinata (si, si, avete capito bene) sul apvimento della camera di Be, il quale, in preda al panico, chiede aiuto alla sua migliore amica, nonchè compagna alla scuola per batteristi divini, Ton, componente di un gruppo chiamato PC. Tra fughe rocambolsche, poliziotti deficienti, tradimenti e momenti di un maschilismo disarmante, Be scoprirà il segreto che si cela dietro a questo inesplicabile omicidio ed ai suoi antagonisti...

Ricolmo di giochi di parole intraducibili per la platea non tailandese e di citazioni più o meno famose (si va da Kill Bill a Star Wars ai Beckam...) il film si snoda per 105 minuti talmente demenziali e ricchi di dialoghi alla velocità della luce (tant’è che era quasi impossibile in alcuni casi leggere i sottotitoli) che lo spettatore non ha il tempo di capire molto, inondato com’è dallo spirito goliardico della pellicola.

(Tha-wan-yang-wan-yoo) Regia: Pornchai Hongrattanaporn; sceneggiatura: Sompope Vejchapipat; fotografia: Ruengwit Ramsoot; montaggio: Panutat Wisetwong; musica: Sansab Co, Ltd; interpreti: Kritsada Sukoson, Sombat Mathanee, Nibondh Chaisikikul, Ornapha Krissadee; produzione: Rachen Limtrakul, Ekarat Hirancharoen; distribuzione: RS Public Co. Ltd.; origine: Tailandia, 2004; durata: 105’.


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