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Basta che funzioni

Pubblicato il 18 settembre 2009 da Antonio Valerio Spera


Basta che funzioni

Esilarante, sarcastico, pungente, dissacrante. Inutile spendere altre parole per Basta che funzioni. Dopo le trasferte a Londra e Barcellona, Woody Allen torna a New York. E torna a farci veramente ridere. Il regista di Hannah e le sue sorelle ritrova nella Grande Mela il suo habitat naturale, il luogo ideale dove lasciarsi andare, dove far straripare il fiume in piena del suo pensiero fine, ironico, scorretto, spavaldo.
Guardando a questa sua ennesima fatica cinematografica (si tratta della sua 44° prova dietro la macchina da presa), la mente viaggia verso il cinema alleniano del passato, quello fatto di sproloqui infiniti, pregno di autobiografismo, incentrato su storie d’amore improbabili, costruito narrativamente intorno ad un nucleo familiare allargato, costellato di oche, ochette, geni simpaticamente arroganti, improvvisati latin lover. Mettete da parte l’atmosfera “caliente” di Vicky Cristina Barcelona, scordatevi il clima kafkiano/sofocleo di Match Point e Sogni e delitti. Con Whatever Works Allen ci riporta alle tonalità di Misterioso omicidio a Manhattan, Io e Annie, Manahattan, commedie indubbiamente leggere ma straordinarie per la loro capacità di saper mettere a nudo le paranoie, le paure, i vizi, le abitudini del popolo newyorkese ed americano in generale.
Se però in queste opere era lo stesso Allen a farsi interprete e portavoce di se stesso sullo schermo, in questo caso si affida ad un alter ego. Non è una novità, però; in passato era già successo. Pensiamo ad esempio al Kenneth Branagh di Celebrity, perfetta copia dell’intelligente ma isterico ed imbranato tipico personaggio alleniano, o addirittura al musicista incompreso incarnato da Sean Penn in Accordi e disaccordi. Questa volta ad indossare i panni di alter ego del regista è Larry David, da noi poco noto, ma negli States famoso attore di teatro e di televisione.
L’interprete veste alla grande i panni del mitico Woody: i suoi tic, i suoi cambi di tono, i suoi sguardi ricalcano con precisione le movenze e gli atteggiamenti dello Schlemihl protagonista da sempre del cinema di Allen ed incarnato spesso dallo stesso regista. Ma se David è un perfetto Allen, Evan Rachel Wood è una perfetta musa alleniana. Il suo personaggio non solo richiama alla mente la Scarlett Johansson degli ultimi tempi (Match Point, Scoop, Vicky Cristina), ma ricorda esplicitamente l’ingenua e cretina prostituta Mira Sorvino in La dea dell’amore.
Ed è proprio a questo film che Whatever Works assomiglia di più. Non solo per la similitudine tra il rapporto dialettico Allen-Sorvino e quello David-Wood, ma anche e soprattutto per l’esplicita matrice teatrale delle due opere. Il film del 1995 era un vero e proprio esperimento narrativo che intendeva riproporre cinematograficamente tutte le caratteristiche della messa in scena della commedia greca. Quest’ultima opera allo stesso modo, pur non facendo forza sullo stesso intento artistico, presenta molte peculiarità del teatro classico. Pensiamo all’uso introduttivo del prologo, al “coro” di personaggi di contorno che fa da commento alle vicende, all’importanza narrativa del caso. Su tutte, però, bisogna sottolineare la frequente interruzione della finzione scenica, cifra stilistica assente da qualche anno nel cinema alleniano. Boris, il protagonista del film, parla spesso in macchina, rivolgendosi direttamente allo spettatore, cosciente di essere solo un personaggio di un mondo fittizio. I momenti in cui Boris si sfoga verso il pubblico sono i più esilaranti dell’opera, perché in essi Allen dà sfoggio di tutta la sua abilità scrittoria, della sua capacità nello scherzare senza paura con il fuoco, nel prendere in giro tutto e tutti, anche se stesso, anche il suo cinema.
Basta che funzioni ci regala un Woody Allen ad alti livelli, allo stesso tempo esagerato e semplice, dolce e cattivo, romantico ed insensibile. I dialoghi funzionano, il ritmo dilatato di molte sequenze non stanca mai, gli attori non sbagliano un colpo (ricordiamo anche una magnifica Patricia Clarkson), i personaggi di contorno non appaiono inutili o superflui.
Gli argomenti trattati (o presi di mira?) sono sempre gli stessi: fede, religione, ebraismo, razzismo, famiglia, potere mediatico. Eppure con questo film Allen ha saputo rinnovarsi, è riuscito a riportare la sua commedia agli standard del passato, ad infonderla di quell’aria nuova che si respirava in Vicky Cristina Barcelona e Match Point. Sembrano veramente lontani i tempi fiacchi di Anything else e di Criminali da strapazzo. Finalmente torniamo a divertirci con Woody Allen. Quello vero. Quello di un tempo.


CAST & CREDITS

(Whatever Works) Regia: Woody Allen; sceneggiatura: Woody Allen; fotografia: Harris Savides; montaggio: Alisa lepselter Kohout; interpreti: Larry David, Evan Rachel Wood, Patricia Clarkson, Conleth Hill, Henry Cavill; produzione: Gravier Productions, Wild Bunch.; distribuzione: Medusa; origine: USA; durata: 92’.


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