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Beginners (DVD)

Pubblicato il 16 febbraio 2012 da Matteo Galli


Beginners (DVD)

Che Beginners, il secondo film di Mike Mills, dimostri tutto il molteplice talento del regista di Thumbsuckers (orso d’argento a Berlino nel 2005 per Lou Taylor Pucci nel ruolo del giovane protagonista) è fuori di discussione: sa gestire con notevole maestria una narrazione volutamente non lineare, sa dirigere gli attori (qui, avanti a tutti, gli eccellenti Christopher Plummer e Ewan Mc Gregor), sa avvalersi a meraviglia del suo talento di grafico e di cartoonist, sa pescare dalla propria esperienza personale senza cadere nell’autobiografismo narcisista alla Woody Allen (cui pure qua e là si ispira: nei nomi dei personaggi, in una certa ambientazione, nell’uso della voice over e anche della colonna sonora, Io e Annie viene in mente spesso guardando Beginners), eppure in questo film, che rielabora la vicenda familiare di Mills, c’è qualcosa che non funziona.

Alla non giovane età di 75 anni, pochi anni dopo la morte della madre con cui ha bene o male convissuto per più di 40 anni, il padre Hal dichiara al figlio Oliver e al mondo di essere gay, fa il proprio coming out e da lì in avanti si circonda di amici e amanti, di una comunità gentile e solidale, impegnandosi altresì in battaglie civiche per i diritti degli omosessuali. Ma il destino non è clemente con Hal, perché pochissimi anni dopo il coming out si ammala di cancro e la sua vita e quella di chi gli sta d’intorno (soprattutto quella del compagno Andy e quella del figlio) si trasformano in un calvario. Il figlio soprattutto mostra una tardiva e delicata attenzione nei confronti di un padre che fino all’epoca della vedovanza e dell’inattesa svolta della propria vita non si era certo rivelato né particolarmente presente né particolarmente affettuoso. Se mai aveva avuto una relazione affettiva, Oliver l’aveva avuta con la madre, donna di origine ebraica, precocemente consapevole delle inclinazioni del marito, visibilmente frustrata, seppur non priva di un certo amaro umorismo che ha cercato di trasmettere al figlio. E un bel giorno, un brutto giorno intorno al 2003, il padre muore, e Oliver resta profondamente segnato da questo lutto, dall’eredità fatta di memorie e di oggetti lasciatagli dal padre. Non solo memorie e oggetti, anche Arthur, un cane razza Jack Russell, molto giudizioso e riflessivo, con cui Oliver instaura una relazione per tanti aspetti sostituiva, all’indomani della morte del padre. Qui s’innesta il secondo filone narrativo della pellicola: con modalità certamente originali – a una festa di Halloween, lui vestito da Freud con barba e pipa di prammatica, lei muta perché affetta da laringite ma anche per posa – Oliver conosce Anna, un’attrice francese e sembra innamorarsene. E lei di lui. Ma malgrado tutta una serie di incontri, petites fugues, follie, malgrado anche un periodo di convivenza la relazione non funziona.

Ed è qui che anche il film comincia a non funzionare perché da una parte sembra voler veicolare allo spettatore l’idea che se il rapporto fra Oliver e Anna non va ciò è dovuto alla pesante eredità che il protagonista si porta dietro – un’infanzia e una adolescenza segnate dall’anaffettività – forse allo choc per le rivelazioni del padre, quasi certamente al lutto per la sua morte, ma anche, verrebbe da dire, a un temperamento incline a melanconia e depressione. Quanto a Anna: la sua psicologia è tratteggiata in modo talmente allusivo (un padre anch’egli depresso che la mette a confronto con le proprie tentazioni suicidali, così racconta una volta, sarà vero?) che appare francamente difficile capire il suo ruolo all’interno di una costellazione in certi momenti faticosamente minimalista (Mills è il marito di Miranda July con cui condivide alcune inclinazioni narrative e l’abitudine di far parlare gli animali, sia pure soltanto, in questo caso, con i sottotitoli) che è alla fine prevalentemente maschile: il padre, il figlio, il cane (anche la madre, pur non priva di potenzialità narrative, resta tutto sommato in ombra). Il limite principale del film resta l’esitazione, la sospensione del regista fra – da una parte -il desiderio di istituire dei parallelismi perfetti, una relazione eziologica fra i traumi di Oliver e la situazione di paralisi affettiva, relazionale (e lavorativa) nella quale vive e – dall’altra parte - un montaggio teso invece a mescolare e confondere i piani temporali con frequenti inserti saggistici (fra le parte più belle e suggestive del film) in cui Oliver, in voice over, passa in rassegna immagini, volti, luoghi (e tempi) dell’infanzia del padre, della propria adolescenza, alludendo ad evidenze e congetture su microstoria e macrostoria. A tutto ciò si aggiungano gli inserti – questi sì chiaramente autoreferenziali – in cui Mills presta a Oliver le proprie notevoli capacità di artista grafico e cartoonist, ciò che frammenta e strania ulteriormente la narrazione.
Ewan Mc Gregor è bravissimo, un po’ ancora “ghostwriter”, ma l’esitazione catatonica gli calza a pennello. Christopher Plummer è semplicemente strepitoso.


(Beginners); Regia: Mike Mills; interpreti: Ewan McGregor, Christopher Plummer, Melanie Laurent, Goran Visnjic, Kai Lennox, Mary Page Keller, Keegan Boos, China Shavers, Melissa Tang, Luke Diliberto; distribuzione dvd: Universal.
formato video: 16:9; audio: Italiano, inglese e spagnolo Dolby digital 5.1; sottotitoli: Inglese - Italiano - Spagnolo - Portoghese - Rumeno.

Extra: 1) Commento del Regista 2) Il Making Of di Beginners 3) Promo di Beginners


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