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BEPPE GRILLO - ROMA-PALALOTTOMATICA, 19 FEBBRAIO 2006

Pubblicato il 20 febbraio 2006 da Matteo Botrugno


BEPPE GRILLO - ROMA-PALALOTTOMATICA, 19 FEBBRAIO 2006

Al termine della quinta data romana di Beppe Grillo, tre ore ininterrotte di one-man show, possiamo considerarci felici e scontenti. Felici perché raramente capita di potersi divertire così tanto durante uno spettacolo “comico” insieme a migliaia di persone. Scontenti perché “comico” non è solo l’approccio di Grillo, le sue battute impietose, i suoi esilaranti turpiloqui urlati. Il significato del termine “comico” si estende a ciò che siamo, alla vita che conduciamo, alle persone nelle cui mani abbiamo riposto (nostro malgrado) una fiducia che probabilmente non meritano, all’Italia stessa. Tutto questo è “comico”, tutti noi siamo scontenti.
Nel suo sfogo-monologo Grillo riprende alcuni temi e battute dello spettacolo beppegrillo.it, estendendoli ad argomenti di scottante attualità. Parla del ’portatore nano di democrazia’, del ’tronchetto dell’infelicità’, di ’merdok’ (nomignoli coniati dall’autore genovese per i quali ormai non c’è più bisogno di ‘traduzione’). Tocca i temi dell’energia alternativa, della TAV, delle aziende farmaceutiche, delle nuove tecnologie e della ricerca. Sbraita contro gli abusi delle banche, la strumentalizzazione delle vignette su Maometto da parte di esponenti dell’attuale governo e della RAI. Lancia contro il pubblico le Macine del Mulino Bianco, uno dei tanti prodotti che contiene metalli non assimilabili dall’organismo, e quindi cancerogeni.
Il monologo-denuncia di Grillo però ci mette di fronte ad una seria realtà italiana: il problema della libertà di stampa, tema che la nostra rivista, per ovvie ragioni, sente particolarmente vicino. Non c’era certo bisogno di Grillo per venire a conoscenza della manipolazione politica dell’informazione; ma è anche vero che siamo impotenti e disorientati, abbiamo bisogno di essere imboccati come i bambini, di qualcuno che ci sbatta la verità in faccia. Ed ecco quindi che un “comico” diventa l’unica persona che tramite un blog e qualche spettacolo teatrale può urlarci contro la sua indignazione, coinvolgerci, infonderci il coraggio (che spesso viene meno) di boicottare, di andare a cercarci da soli la nostra informazione, di rifiutare quello che viene proposto come unico e insindacabile.
Raiuno e alcuni tra i maggiori quotidiani italiani sono responsabili della nostra (dis)informazione. Prima di tutto vengono le esigenze politiche, poi quelle economiche. Nel caso dell’attuale governo spesso queste esigenze vanno a coincidere in maniera inesorabile. A noi restano solamente le briciole di ciò che avremmo il diritto di sapere; lo sponsor diventa più importante della notizia. Come ci rende questo sovvertimento delle regole basilari della democrazia? Dei bambini, che a bocca aperta continuano a credere ancora a tutte le sciocchezze che ci vengono propinate. Una grossa fetta della nostra stampa nazionale prosegue imperterrita nell’emulazione delle grandi emittenti americane (vedi CNN e FOX e l’insabbiamento della verità sull’11 settembre, e la perseveranza nel lucrare sulle immagini degli attentati). Questo atteggiamento è, a nostro avviso, più vergognoso di una dittatura. E’ più subdolo e non porta alcun tipo di vantaggio alla popolazione. Grillo parla dell’importanza della conoscenza, e ha ragione. Non è necessario un bagaglio culturale elevato per ‘sapere’ qualcosa in più di quello che sta succedendo in Italia e nel mondo.
Beppe Grillo sta diventando per molti una sorta di guru; qualcuno vorrebbe un suo ritorno in tv, qualcun altro una sua candidatura. Noi crediamo che l’attore genovese sia più di un semplice “comico”, ma l’importanza che riveste il suo modo di fare teatro, al di là del lato tecnico che per questa volta riteniamo superfluo dover analizzare, risiede non nel propinare una verità assoluta, ma di saper comunicare alla gente che altre verità esistono, e che per tutti è possibile ‘conoscere’ qualcosa in più.
Lo spettacolo a cui abbiamo assistito è solo uno spunto che ci viene offerto. Il resto dipende da noi. Con la speranza di non tornare subito ad impigrirci davanti alla tv, usufruendo del digitale terrestre, una delle tante truffe ai danni dei cittadini. Le antenne verranno eliminate dalle nostre città, ma i ripetitori Tim, Wind e Omnitel continuano a spuntare come funghi. E Mediaset Premium continua a macinare soldi.
Il travolgente Grillo sta rischiando di svegliarci. Ora spetta a noi decidere se alzarci, o spegnere la sveglia per continuare a dormire.

Il blog di Beppe Grillo


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