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Birre e rivelazioni

Pubblicato il 1 ottobre 2014 da Monia Manzo


Birre e rivelazioni

Con Birre e Rivelazioni si affrontano finalmente tematiche che cominciano ad essere diffuse anche sulle scene di un teatro, come quello italiano, che solo da poco è stato in grado di sdoganare il puritanesimo sessofobico/omofobico che lo aveva sinora contraddistinto. Per questo la pièce di Laudadio assolve, tra l’altro, l’importante funzione di porsi come un autdentica cassa di risonanza di una visione laica e civile della libertà individuale.
Nello spettacolo al centro del discorso abbiamo lo status emotivo di coloro che devono svelarsi nella loro immagine più vera e intima, affinché possano affrancarsi da una condizione di abnegazione.
La drammaturgia della pièce presenta diverse illuminanti riflessioni, scandite dal ritmo delle parole che scorrono tra una birra e l’altra. Il regista, in questo senso, dichiara che l’intero lavoro altro non sia che la storia di "una visita che sembra casuale, e non lo è, discorsi che alludono, girano intorno, coprono l’oggetto vero dei pensieri, e poi trasformano le intenzioni, modificano il paesaggio interiore e puntano ad altro, a qualcosa che i protagonisti stessi non controllano e che sfocia in un finale di totale incomprensione".
Due i personaggi sulla scena: un padre e un professore che mettono al centro dei loro discorsi, accompagnati dal consumo dell’alcool, la sessualità del figlio del primo.
Laudadio ha scelto come interprete del padre, Andrea Renzi mentre il ruolo del professore che avrà il compito di dimostrare l’omosessualità del figlio è affidata a Roberto De Francesco in un riuscito duetto che assomiglia a una partita di ping pong.
Colpisce la "innaturale" naturalezza, attraverso cui si vuole evocare la paradossale diversità: nella parte finale dello spettacolo infatti gli attori "utilizzano" dei copioni come in una vera prova.
Il lento e costante svelamento diventa sempre di più un dato acquisito e birra dopo birra, si costituisce la trama delle relazione umana, che è infatti il motivo portante di tutta la pièce.
Nell’arco di otto bottiglie il padre verrà messo di fronte alla realtà dei fatti, offuscata, come spesso accade, dall’amore.
Lo scontro tra forma e sostanza riguarda molto da vicino la definizione di "gender" descritta nelle divertenti ma profonde chiacchierate di Birre e rivelazioni, offrendoci così uno spettacolo che si lascia guardare molto ma molto piacevolmente.


BIRRE E RIVELAZIONI Regia: Tony Laudadio; drammaturgia: Tony Laudadio; interpreti: Andrea Renzi e Roberto De Francesco.


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