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Bobby Fischer against the World

Pubblicato il 25 gennaio 2012 da Annalaura Imperiali


Bobby Fischer against the World

Un must nel serissimo gioco degli scacchi; un vip cercato da tutte le telecamere, le fotocamere e i riflettori, ma sempre rimasto in fondo solitario, taciturno e riservato; un uomo che fin da piccolo ha dimostrato di avere un’intelligenza straordinaria combattendo, in nome della propria passione, persone, popoli e nazioni; un campione degli scacchi, tanto grande quanto enigmatico.

Robert James Fischer, affermatosi più comunemente come Bobby Fischer, nasce a Chicago nel 1943 ed esala l’ultimo respiro a Reykjavík il 17 gennaio del 2008. La sua vita, in giro per il mondo in nome della propria bravura, della propria fama e della propria eterna sete di applicare agli scacchi apprendimento, scontro e vittoria, lo hanno reso tra i più celebri maestri internazionali in questo settore, oltre che unico americano di nascita ad aver ottenuto il titolo di “campione mondiale” di scacchi.

Si può parlare del più grande scacchista di tutti i tempi? La risposta è chiaramente affermativa, specie se si considera che egli, come pochi altri nel suo stesso ambito, ha incarnato la contiguità di genio ed eccentrico misantropo amante del muoversi lontano dal resto del branco. E’ una storia di “tormento ed estasi” quella di Fischer: vincitore del campionato del mondo a soli 29 anni d’età, ha subìto, cercato e sopportato poi la depressione, la fuga, la paranoia e l’ossessione di una rivincita, che non avrà mai luogo, contro Boris Spassky, altro gigante degli scacchi di origine sovietica con il quale si creò uno scontro a sangue non solo - e primariamente – per la capacità di manovrare il campo degli scacchi stessi, ma anche per il contrasto di carattere fisico-politico tra due rappresentanti dei poli opposti del mondo durante la Guerra Fredda.

Bobby Fischer against the World si fa documentario portavoce del caro prezzo che Fischer ha dovuto pagare per raggiungere il proprio leggendario successo e delle conseguenti ripercussioni che proprio il successo ha portato sulla sua psiche, facendo sì che egli arrivasse a rasentare la follia. E d’altronde, genio e follia camminano insieme, mano nella mano, da che mondo è mondo…

Dietro la cinepresa, la giovane e tenace Liz Garbus, una delle più celebrate registe americane di documentari, muove la scacchiera del proprio film con sapienza e fermezza, mostrando come l’abilità di spostare re, regine, alfieri, cavalli, torri, e pedine non valga soltanto nel cervellotico gioco degli scacchi ma anche e soprattutto nella vita e nella capacità di affermarsi professionalmente. E Liz Garbus, interessandosi al “caso” di Bobby Fischer, porta sul grande schermo la vita sregolata e dibattuta di un eroe della mente che ha saputo fare scacco matto all’America e al mondo. Sempre però con la tranquillità, almeno apparente, che solo una persona dall’estro che “immagazzina in pochi secondi”, come dice uno degli intervistati nel film a cui la Garbus chiede informazioni a proposito di Fischer, può avere e dimostrare di fronte a qualsiasi sfida.


CAST & CREDITS

(Bobby Fischer against the world) Regia: Liz Garbus; soggetto: Liz Garbus; fotografia: Robert Chappell; montaggio: Karen Schmeer, Michael Levine; musica: Philip Sheppard; produzione: Moxie Firecracker Films (Stati Uniti); distribuzione: ITALIANA  Feltrinelli Real Cinema (Italia), INTERNAZIONALE  Ealing Metro International (Regno Unito); origine: U.S.A., 2010; durata: 92’; web info: http://www.hbo.com/documentaries/bo...


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