X

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicit‡ in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di pi˘ o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Chiudendo questo banner, invece, presti il consenso allíuso di tutti i cookie



Box Office 3D - il film dei film

Pubblicato il 9 settembre 2011 da Antonio Valerio Spera


Box Office 3D - il film dei film

Il cinema italiano prende in giro il cinema americano. Box office 3D, infatti, non è altro che la parodia in salsa tricolore di grandi blockbuster a stelle e strisce. E chi meglio di un attore-regista-showman che ha lavorato negli Stati Uniti con il re della parodia Mel Brooks poteva pensarlo e realizzarlo? Chi meglio di Ezio Greggio? Visto il film, verrebbe da rispondere "chiunque", ma in realtà la risposta rimane comunque "nessuno". Perché se è innegabile che Box Office 3D sia un film debolissimo, allo stesso tempo ci risulta difficile rintracciare oggi un regista italiano che abbia il coraggio o la capacità di poter affrontare un’operazione simile. Una volta la parodia rappresentava un elemento molto importante del panorama comico italiano. Basta ricordare l’infinita lista di film con Totò, Franco e Ciccio, Tognazzi e Vianello, da Totò nella luna a L’Esorciccio fino a Psycosissimo. Dopo di loro però la parodia non è stata quasi mai praticata. Negli anni ’90 ci ha pensato proprio Ezio Greggio a ritentare questa strada. E Greggio di coraggio ne ha molto, e con il suo primo film Il silenzio dei prosciutti dimostrò anche di avere discrete capacità nel costruire un film parodico e addirittura nel realizzarlo all’interno dell’industria americana. Ezio Greggio ha coraggio sicuramente nelle idee e capacità specialmente nel trovare la chiave giusta per indirizzare la parodia. Purtroppo però un film non si può strutturare solo buoni spunti. Va anche sviluppato, elaborato, approfondito nella sua costruzione. Nel suo esordio Greggio ci era riuscito discretamente, senza esaltare, ma almeno facendo ridere. Poi è stata una continua discesa, con Killer per caso e Svitati, film registicamente piatti, con plot sulla carta divertenti ma con situazioni banali e mai nulla di originale. Box Office 3D purtroppo delude ancora di più e lascia veramente perplessi. E’ un insieme di idee e spunti interessanti che però danno vita a scontati, e a tratti imbarazzanti, sketches che sembrano firmati da un comico ormai agli sgoccioli in vena addirittura di giocare la carta dell’autoreferenzialità come fosse un grande autore. Si ride poco, anzi quasi mai. Tutto rimane superficiale, appena abbozzato. C’è tanta cura formale (ottime scenografia e fotografia) ma essa non è in alcun modo supportata da una regia capace di dare ritmo e verve alle diverse storielle. Grandi problemi risiedono anche nella sceneggiatura (firmata con Brizzi e Martani), priva di dialoghi e battute davvero sorprendenti e costruita su gag di stampo televisivo viste e riviste; ma in parte la debole resa sullo schermo delle situazioni comiche lo si deve anche ad attori solitamente abili nel genere qui in pessima forma, su tutti lo stesso Greggio.
Incomprensibile la scelta di Marco Muller di presentare il film alla Mostra di Venezia assegnandogli addirittura la preapertura della rassegna. Va bene iniziare con una commedia, ma il livello deve essere un altro.


CAST & CREDITS

(Box Office 3D) Regia: Ezio Greggio; sceneggiatura: Ezio Greggio, Marco Martani, Fausto Brizzi, Rudy De Luca, Steve Haberman; fotografia: Claudio Zamarion; scenografia: Andrea Faini; interpreti: Ezio Greggio, Gigi Proietti, Antonello Fassari, Maurizio Mattioli, Enzo Salvi, Anna Falchi, Giorgia Wurth, Max Pisu; produzione:Mondo Home Entertainment, Talents Factory S.r.l. ; distribuzione: Moviemax; origine: Italia; ; durata: 98’.


Enregistrer au format PDF