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Buona giornata

Pubblicato il 31 marzo 2012 da Antonio Valerio Spera
VOTO:


Buona giornata

Buona giornata inizia come una vecchia commedia di Steno, sui tetti di Roma, con una voce fuori campo che ci introduce al racconto. Un racconto che però non si ferma solo nella capitale e apre il suo orizzonte, portandoci in giro per tutto lo stivale, dal nord al sud, da Monopoli a Milano, rappresentando un’Italia truffaldina, disastrata, in crisi morale, politicamente agghiacciante, senza valori, senza leggi se non quella dell’apparenza. Un giorno qualunque, ventiquattro ore tipicamente italiane, in cui il nostro paese in fondo non appare molto diverso da quello di Un giorno in pretura. Ed ecco quindi una lunga carrellata delle solite facce, dei soliti personaggi: si passa dall’imprenditore romano che evade le tasse al principe squattrinato che va a scrocco di aperitivi con la sua minicar, dalla siciliana manager trapiantata a Milano al milanese trasferitosi in Puglia con la sua società di domotica, dal notaio napoletano fedifrago al politico che fa di tutto per raggiungere la maggioranza in una votazione in aula fino al tifoso scaramantico. Personaggi figli della contemporaneità e della tradizione, che mettono in luce tutti i limiti ma anche tutte le bellezze del carattere e della vita italiana. Tipi che vengono direttamente dalla realtà quotidiana, che portano con loro i vizi e i vizietti della nostra società. Ad incarnarli il meglio della comicità tricolore, attori che negli ultimi trent’anni sono stati le migliori maschere della commedia (Lino Banfi, Diego Abatantuono, Christian De Sica, Maurizio Mattioli, Vincenzo Salemme) ed altri giovani che si stanno facendo strada (Chiara Francini, Teresa Mannino, Gabriele Cirilli). Le loro interpretazioni non cadono mai nella macchietta, sono invece pungenti e divertenti caricature, che non rendono mai il racconto più grande della vita stessa.

Di difetti Buona giornata ne dimostra eccome (un paio di episodi, come quello con la coppia Conticini-Francini e quello con la Mannino, appaiono troppo più deboli degli altri, altri invece avrebbero potuto graffiare di più, così come in alcuni momenti la regia è troppo sbrigativa e punta solo sugli interpreti), ma ha un pregio su tutti: quello di rimanere sempre e comunque ancorato alla realtà, ai problemi sociali, all’attualità. In una cinematografia in cui il 90% delle commedie sembra totalmente avulsa dalla realtà dell’oggi (vedi ad esempio Immaturi e Com’è bello far l’amore, tanto per fare due esempi della stagione), i Vanzina proseguono per la strada di un cinema di genere semplice, per niente presuntuoso, sincero, che non pretende di essere altro rispetto a ciò che è ed appare, e che al contempo, soprattutto, non si dimentica mai del contesto, della cornice, del paesaggio sociale da cui nascono le loro storie. Con questa loro cifra quest’anno hanno firmato la sceneggiatura di un cinepanettone capace di rinnovare ed impreziosire l’infinito filone natalizio di De Laurentiis, ed ora realizzano una commedia che ha il sapore del cinema popolare di un tempo, fatto di caratteri, caratteristi, regionalismi e di divertita attenzione al presente. Novantasette minuti da passare piacevolmente nel buio della sala. Con il sorriso, senza pretese, lontano dai “telefonini bianchi”.


CAST & CREDITS

(Buona giornata) Regia: Carlo Vanzina; sceneggiatura: Carlo ed Enrico Vanzina; montaggio: Raimondo Crociani; fotografia: Carlo Tafani; musiche: Manuel De Sica; interpreti: Diego Abatantuono, Christian De Sica, Lino Banfi, Vincenzo Salemme, Maurizio Mattioli, Paolo Conticini, Teresa Mannino, Chiara Francini, Tosca D’Aquino, Gabriele Cirilli; produzione: International Video 80 in collaborazione con Sky Cinema; distribuzione: Medusa; durata: 97’.


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