Candidature ai Premi David di Donatello 2013/14 (Conferenza Stampa)

Roma, 12/05/14. Nella Sala degli Arazzi della sede Rai in Viale Mazzini è stata indetta una conferenza stampa di presentazione delle candidature alla 58a edizione dei Premi David di Donatello.
La cerimonia di premiazione si terrà martedì 10 giugno, in diretta su Rai Movie alle 19.00 dagli Studi Nomentano 5 di Roma e in differita su Rai 1. A Paolo Ruffini e ad Anna Foglietta sarà affidato il compito di accogliere gli ospiti e annunciare i vincitori dell’edizione 2014.
Sono presenti in sala il direttore di Rai 1 Giancarlo Leone; Roberto Nepote, direttore di Rai Gold (la struttura che dal 2010 coordina Rai 4, Rai Movie e Rai Premium); i presentatori della serata di premiazione Paolo Ruffini e Anna Foglietta; Gian Luigi Rondi, Presidente dell’Accademia del Cinema Italiano, la quale assegna i Premi David di Donatello; Nicola Borrelli, il Direttore Generale per il Cinema del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo; Mario Mazzetti, membro della Giuria che premia il miglior lungometraggio documentario e il miglior cortometraggio (premi già assegnati e annunciati durante la conferenza stampa); Manuela Pineschi, Segretaria Generale del Premio David di Donatello; Stefano Rulli, Presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia.
G.L. Rondi Sono diciassette i film italiani che quest’anno sono stati citati nelle cinquine per i David; Il capitale umano e La grande bellezza sono stati segnalati in tutte le categorie. E poi vi è un solo voto – dato da me, vi confesso – al bellissimo film di Ettore Scola su Fellini, cinematograficamente importante non solo per i racconti che ha ricostruito sul giovane Fellini, ma per l’indicazione del patrimonio visivo di Fellini, grazie a un montaggio perfetto che io vorrei segnalare a tutti quelli che si occupano di cinema; e se io ancora insegnassi darei ai miei allievi questo film proprio per far loro sapere cosa è il grande cinema.
Vi annuncio poi i primi premi speciali che abbiamo deliberato con la giunta dell’Accademia del Cinema Italiano. Uno è andato a Carlo Mazzacurati per «Il suo lavoro, svolto con energia e vitalità, specialmente onorando il Veneto di cui, nel cinema italiano, è stato certamente una delle voci più prestigiose». Un altro è stato dato, per il complesso generale della sua grande e luminosa carriera, a Marco Bellocchio. Infine il terzo, dato ad Andrea Occhipinti per la sua carriera impegnata con la Lucky Red nella distribuzione di un cinema largamente culturale.
N. Borrelli Vorrei sottolineare come tutti i film candidati siano stati finanziati dallo Stato, opere prime comprese: ciò significa che noi in questi film abbiamo creduto fin da subito; e ogni tanto fa bene vedere i risultati del proprio lavoro.
Ora è il momento delle domande rivolte dai giornalisti in sala.
Avrei una curiosità per il Dottor Rondi: spesso i David premiano film che hanno già completato il proprio percorso, che sono usciti magari quasi un anno fa... Non pensate di cambiare la finestra temporale dei film candidabili, spostandola a subito dopo il Festival di Cannes, nel caso vi siano anche pellicole italiane?
G.L. Rondi Le date sono studiate attentamente, come tutte le categorie. Noi sappiamo che sono in concorso i film che escono o prima o dopo Cannes: lì si conclude il ciclo. E noi non potremmo ulteriormente spostare quest’ultimo, poiché il nostro notaio e il nostro segretario generale studiano tali date e a loro queste sono delegate.
M. Pineschi Si tratta di uno studio fatto non dal notaio, ma effettuato su richiesta del Consiglio direttivo, il quale è composto da esercenti e produttori, che decidono le date per il David in base alle uscite più corpose dei film nel corso dell’anno. Inoltre oramai la stagione si chiude dopo Cannes o dopo Pasqua: per cui si cerca sempre di includere nella lista i film che escono a Pasqua, per dare poi alla Giuria il tempo per votare; noi abbiamo bisogno di cerca un mese e mezzo per i due turni, ossia le cinquine prima e, in seguito, le votazioni per eleggere i vincitori. La stagione poi ricomincia a settembre, dopo Venezia.
Vorrei chiedere ai conduttori della premiazione come si stanno preparando per tale serata.
A. Foglietta Vi saranno degli intermezzi, ma nulla di costruito, poiché vorremmo dare la giusta importanza al cinema, dato che la serata non sarà uno spazio di intrattenimento per noi, bensì per il pubblico a casa, dando poi il giusto rilievo all’evento, il quale a mio parere non ha mai ricevuto la giusta importanza: noi abbiamo questo e i Nastri d’argento, col David che è forse anche più altisonante dal punto di vista televisivo. Non dico che per i David si debba bloccare l’Italia, come accade in America per gli Oscar: perà diamo loro il giusto peso.
Però in America la premiazione è anche un spettacolo, mentre da noi è molto snella.
A. Foglietta Io e Paolo vi promettiamo momenti di spettacolo puro, ma senza appesantire la cerimonia, rendendola lunga, perché, secondo me, la brevità può farla diventare anche un interessante mezzo di divertimento
Ogni anno vi sono delle polemiche rispetto la composizione della Giuria... Questa mattina sul Secolo XIX c’era un articolo di un nostro collega, Michele Anselmi, che annuncia la propria uscita dalla Giuria. Esiste una formula, anche rispetto agli altri premi europei, che non provochi polemiche? Soprattutto, inoltre, verrà mantenuta la distinzione tra Giuria di Serie A e Giuria di Serie B?
G.L. Rondi Io faccio parte della Giuria di Serie B... La realtà è che il Consiglio Direttivo, alcuni anni fa, ha stabilito che, da una certa data in poi, entrassero a fare parte della giuria solamente candidati e premiati. In precedenza erano membri della giuria tante persone che non rispettavano tali parametri e che noi non potevamo cacciare via, anche perché erano lì a titolo permanente. Io faccio parte della Giuria sotto la voce ’Spettacolo’ che dà alcune possibilità di premio, non tutte. Questo è il medesimo caso di Michele Anselmi.
Chi vincerà nella categoria della ’Canzone’, canterà il proprio brano, come accade nella serata degli Oscar? Poi: dato che il signor Ruffini generalmente è brillante, ma usa anche un linguaggio un po’ colorito, pensa che in un’occasione così importante, trasmessa su Rai 1, apporterà delle modifiche al suo modo di esprimersi oppure continuerà con le sue gag?
P. Ruffini Non sapendo chi vince nella categoria ’Canzone’ è difficile poter stabilire l’happening... Casomai il brano premiato lo canterà la Foglietta...
Per quanto riguarda il mio tipo di linguaggio, mi ricordo che lei è attenta a questa tematica: mi ricordo che ne parlava alla conferenza di presentazione di Fuga di cervelli... Io ho una mia teoria sul linguaggio, sulla coloritura e sulla volgarità... Secondo me volgari non sono la parole, ma le persone: vi sono persone che se ti chiedono «Passami il bicchiere!» lo dicono volgarmente... Il linguaggio è chiaramente consono a una trasmissione Rai, con la sua propria liturgia e la sua solennità. Detto questo, il linguaggio sarà tale da non prendere il tutto così tanto sul serio, in modo da essere godibile per tutti e non unicamente per gli addetti ai lavori, perché secondo me questa manifestazione deve essere ’Hard Pop’, cioè deve diventare meravigliosamente ’Pop’. Perché, se davvero ci si ispira all’Oscar, questo è qualcosa fruibile da chiunque. La trasmissione sarà guardata anche dai bambini: e i bambini a volte dicono anche più parolacce di noi... E uno dei più grandi Oscar contemporanei che abbiamo noi, Roberto Benigni, quando lo vedevo in televisione da piccino, mia madre mi intimava di «Non dire quello che dice quel signore!»... Ma Benigni è uno dei più grandi artisti che abbiamo forse in Italia, per cui ciò avvalla quello che sto dicendo io... In ogni caso cercherò di essere un bravissimo ragazzo... Un bravissimo ragazzaccio!
Di seguito le candidature, ordinate alfabeticamente, votate dal 29 aprile al 5 maggio dai 1.468 componenti la Giuria dell’Accademia.
Le pellicole ad avere rastrellato il maggiore numero di nomination sono state Il capitale umano di Paolo Virzì con diciannove, seguito da La grande bellezza di Paolo Sorrentino con diciotto, Smetto quando voglio di Sydney Sibilia dodici, Allacciate le cinture di Ferzan Ozpetek undici, La mafia uccide solo d’estate di Pierfrancesco Diliberto nove, La sedia della felicità del compianto Carlo Mazzacurati otto e Miele di Valeria Golino sette.
CINEMA ITALIANO
Miglior Film
Il capitale umano
(prodotto da Indiana Production, Manny Films, Rai Cinema e Motorino Amaranto; regia di Paolo Virzì)
La grande bellezza
(prodotto da Indigo Film; regia di Paolo Sorrentino)
La mafia uccide solo d’estate
(prodotto da Wildside e Rai Cinema; regia di Pierfrancesco Diliberto)
La sedia della felicità
(prodotto da Bibi Film e Rai Cinema; regia di Carlo Mazzacurati)
Smetto quando voglio
(prodotto da Rai Cinema; regia di Sydney Sibilia)
Migliore Regista
Carlo Mazzacurati (per la La sedia della felicità)
Ferzan Ozpetek (per Allacciate le cinture)
Ettore Scola (per Che strano chiamarsi Federico - Scola racconta Fellini)
Paolo Sorrentino (per La grande bellezza)
Paolo Virzì (per Il capitale umano)
Migliore Regista Esordiente
Pierfrancesco Diliberto (per La mafia uccide solo d’estate)
Valeria Golino (per Miele)
Fabio Grassadonia e Antonio Piazza (per Salvo)
Matteo Oleotto (per Zoran, il mio nipote scemo)
Sidney Sibilia (per Smetto quando voglio)
Migliore Sceneggiatura
Francesco Piccolo, Francesco Bruni e Paolo Virzì (per Il capitale umano)
Paolo Sorrentino e Umberto Contarello (per La grande bellezza)
Michele Astori, Pierfrancesco Diliberto e Marco Martani (per La mafia uccide solo d’estate)
Francesca Marciano, Valia Santella e Valeria Golino (per Miele)
Valerio Attanasio, Andrea Garello e Sydney Sibilia (per Smetto quando voglio)
Migliore Produttore (con un ex aequo)
Per Indiana Production Fabrizio Donvito, Benedetto Habib, Marco Cohen; co-produttore per Manny Films Philippe Gompel e Birgit Kemner, con Rai Cinema e Motorino Amaranto (Il capitale umano)
Nicola Giuliano e Francesca Cima per Indigo Film (La grande bellezza)
Mario Gianani e Lorenzo Mieli per Wildside con Rai Cinema (La mafia uccide solo d’estate)
Riccardo Scamarcio, Viola Prestieri per Buena Onda Film e con Rai Cinema (Miele)
Massimo Cristaldi e Fabrizio Mosca (Salvo)
Domenico Procacci e Matteo Rovere con Rai Cinema (Smetto quando voglio)
Migliore Attrice Protagonista
Valeria Bruni Tedeschi (Il capitale umano)
Paola Cortellesi (Sotto una buona stella)
Sabrina Ferilli (La grande bellezza)
Kasia Smutniak (Allacciate le cinture)
Jasmine Trinca (Miele)
Migliore Attore Protagonista
Giuseppe Battiston (Zoran, il mio nipote scemo)
Fabrizio Bentivoglio (Il capitale umano)
Carlo Cecchi (Miele)
Edoardo Leo (Smetto quando voglio)
Toni Servillo (La grande bellezza)
Migliore Attrice Non protagonista
Claudia Gerini (Tutta colpa di Freud)
Valeria Golino (Il capitale umano)
Paola Minaccioni (Allacciate le cinture)
Galatea Ranzi (La grande bellezza)
Milena Vukotic (La sedia della felicità)
Migliore Attore Non protagonista (con un ex aequo)
Valerio Aprea (Smetto quando voglio)
Giuseppe Battiston (La sedia della felicità)
Libero De Rienzo (Smetto quando voglio)
Stefano Fresi (Smetto quando voglio)
Fabrizio Gifuni (Il capitale umano)
Carlo Verdone (La grande bellezza)
Migliore Direttore della Fotografia
Jérôme Alméras (Il capitale umano)
Luca Bigazzi (La grande bellezza)
Daniele Ciprì (Salvo)
Gian Filippo Corticelli (Allacciate le cinture)
Gergely Poharnok (Miele)
Migliore Musicista
Pasquale Catalano (Allacciate le cinture)
Lele Marchitelli (La grande bellezza)
Pivio e Aldo De Scalzi (Song’e Napule)
Umberto Scipione (Sotto una buona stella)
Carlo Virzì (Il capitale umano)
Migliore Canzone Originale (con un ex aequo)
’I’m Sorry’ (musica e testi di Giacomo Vaccai; interpretata da Jackie O’s Farm - Il capitale umano)
’A malìa’ (musica e testi di Dario Sansone; interpretata da Foja - L’arte della felicità)
’Tosami Lady’ (musica e testi di Santi Pulvirenti; interpretata da Domenico Centamore - La mafia uccide solo d’estate)
’Smetto quando voglio’ (musica e testi di Domenico Scardamaglia; interpretata da Scarda - Smetto quando voglio)
’A’ verità’ (musica di Francesco Liccardo, Rosario Castagnola, testi di Francesco Liccardo, Sarah Tartuffo, Alessandro Garofalo; interpretata da Franco Ricciardi - Song’e Napule)
’Dove cadono i fulmini’ (musica, testi e interpretazione di Erica Mou - Una piccola impresa meridionale
Migliore Scenografo
Giancarlo Basili (Anni felici)
Stefania Cella (La grande bellezza)
Marco Dentici (Salvo)
Marta Maffucci (Allacciate le cinture)
Mauro Radaelli (Il capitale umano)
Migliore Costumista
Maria Rita Barbera (Anni felici)
Daniela Ciancio (La grande bellezza)
Alessandro Lai (Allacciate le cinture)
Bettina Pontiggia (Il capitale umano)
Cristiana Ricceri (La mafia uccide solo d’estate)
Migliore Truccatore
Dalia Colli (La mafia uccide solo d’estate)
Paola Gattabrusi (Anni felici)
Caroline Philipponnat (Il capitale umano)
Maurizio Silvi (La grande bellezza)
Ermanno Spera (Allacciate le cinture)
Migliore Acconciatore
Francesca De Simone (Allacciate le cinture)
Stéphane Desmarez (Il capitale umano)
Massimo Gattabrusi (Anni felici)
Sharim Sabatini (La sedia della felicità)
Aldo Signoretti (La grande bellezza)
Migliore Montatore
Giogiò Franchini (Miele)
Patrizio Marone (Allacciate le cinture)
Cristiano Travaglioli (La grande bellezza)
Gianni Vezzosi (Smetto quando voglio)
Cecilia Zanuso (Il capitale umano)
Migliore Fonico di presa diretta
Maurizio Argentieri (Anni felici)
Angelo Bonanni (Smetto quando voglio)
Emanuele Cecere (La grande bellezza)
Roberto Mozzarelli (Il capitale umano)
Marco Grillo e Mirco Pantalla (Allacciate le cinture)
(*) Emanuele Cecere era in cinquina anche per il film Miele ma, come da regolamento, è entrato in lizza solo con il film più votato.
Migliori Effetti Digitali
EDI Effetti Digitali Italiani (Il capitale umano)
Rodolfo Migliari e Luca Della Grotta per Chromatica (La grande bellezza)
Paola Trisoglio e Stefano Marinoni per Visualogie (La mafia uccide solo d’estate)
Rodolfo Migliari per Chromatica (Smetto quando voglio)
Palantir Digital (Song’e Napule)
Miglior Film dell’Unione Europea
Ida (regia di Pavel Pawlikowski; distribuito in Italia da Parthénos)
La vita di Adele (regia di Abdellatif Kechiche; distribuito in Italia da Lucky Red)
Philomena (regia di Stephen Frears; distribuito in Italia da Lucky Red)
Still Life (regia di Uberto Pasolini; distribuito in Italia da BIM)
Venere in pelliccia (regia di Roman Polanski; distribuito in Italia da 01 Distribution)
Miglior Film Straniero
12 anni schiavo ( regia di Steve McQueen; distribuito in Italia da BIM)
American Hustle (regia di David O. Russell; distribuito in Italia da Eagle Pictures)
Blue Jasmine (regia di Woody Allen; distribuito in Italia da Warner Bros Pictures)
Grand Budapest Hotel (regia di Wes Anderson; distribuito in Italia da 20th Century Fox)
The Wolf of Wall Street (regia di Martin Scorsese; distribuito in Italia da 01 Distribution)
L’apposita Giuria, composta da Andrea Piersanti (Presidente), Francesca Calvelli, Enzo Decaro, Leonardo Diberti, Paolo Fondato, Enrico Magrelli, Lamberto Mancini, Mario Mazzetti e Paolo Mereghetti comunica le cinquine del miglior documentario di lungometraggio e del miglior cortometraggio.
Miglior Documentario di Lungometraggio (con un ex aequo)
Dal profondo (regia di Valentina Pedicini)
Il segreto (regia di Cyop&Kaf)
In Utero Srebrenica (di Giuseppe Carrieri)
L’amministratore (regia di Vincenzo Marra)
Sacro Gra (regia di Gianfranco Rosi)
Stop the Pounding Heart – Trilogia del Texas, atto III (regia di Roberto Minervini)
Miglior Cortometraggio
37°4 S (regia di Adriano Valerio)
A passo d’uomo (regia di Giovanni Aloi)
Bella di notte (regia di Paolo Zucca)
Lao (regia di Gabriele Sabatino Nardis)
Non sono nessuno (regia di Francesco Segré)
Il miglior cortometraggio Premio David di Donatello 2014 è 37°4 S di Adriano Valerio
Oltre 6.000 giovani delle scuole superiori di tutta Italia votano per il
David Giovani
Il capitale umano (regia di Paolo Virzì)
La grande bellezza (regia di Paolo Sorrentino)
La mafia uccide solo d’estate (regia di Pierfrancesco Diliberto)
Sole a catinelle (regia di Gennaro Nunziante)
Tutta colpa di Freud (regia di Paolo Genovese)
