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Cannes 2009 - Ordinary people - Semaine de la Critique

Pubblicato il 15 maggio 2009 da Chiara Piccolantonio


Cannes 2009 - Ordinary people - Semaine de la Critique

Ordinary People, scritto e diretto da Vladimir Perisic, viene presentato, con la presenza di produzione e cast, nella sezione Semaine de la Critique del Festival di Cannes 2009 presso l’hotel Miramare. L’opera, una coproduzione serbo-francese, racconta la storia di Dzoni, un giovane soldato di vent’anni che partecipa insieme ad altri commilitoni, ad una misteriosa missione militare.

E’ mattino presto, un bus con sette soldati si muove verso una destinazione sconosciuta. Tra i passeggeri si trova Dzoni, un giovane uomo di venti anni, da poco reclutato all’interno della brigata. Il bus arriva davanti ad una fermata abbandonata nei pressi di un campo. Dzoni, inquieto per il mistero della loro missione, prova a sapere cosa stia succedendo, ma nessuno vuole rispondergli. Egli, in particolar modo, sembra non essere capace di adeguarsi a quella vita fatta di dura disciplina e, trovando conforto in un solo commilitone, passa il suo tempo in disparte fin quando non gli viene comunicato l’obbiettivo della missione: uccidere dei terroristi che vengono di volta in volta portati nel casale. L’attesa dunque viene consumata all’interno di un campo bruciato dal sole: una camionetta si avvicina trasportando uomini ammassati l’uno contro l’altro, e, mentre il regista con lente panoramiche mostra il paesaggio brullo, il comandante dell’unità spiega ai reclutati che i prigionieri sono dei nemici terroristi. Il gruppo di sette soldati deve passare dunque all’azione: saranno loro a dover giustiziare i terroristi che vengono portati in campagna. Fucilazioni, afa, primi piani che mostrano la fatica e il sudore dei corpi, occhi che scrutano, che osservano, gesti che non hanno bisogno di spiegazioni, rumore assordante dei colpi dei fucili e l’incessante canto delle cicale: il regista sceglie di non utilizzare una colonna sonora ma di lasciare ampio spazio ai suoni e rumori della natura, che accompagnano gesti che divengono, di volta in volta, sempre più ciclici e regolari. La stessa fucilazione, diviene per i soldati un’esecuzione meccanica, così come lo è bere una bottiglia di vodka sorseggiandola a turno. In Dzoni, in particolar modo, avviene un cambiamento comportamentale molto evidente: se egli all’inizio della missione si rifiutava di uccidere o sparava non guardando la sua vittima, verso la fine della giornata sembra caricarsi di odio e rabbia, forse anche verso se stesso, e, uccidendo anche un bambino, arriva ad infierire sulle sue vittime.

Il titolo del film, Ordinary people, allude all’ordinarietà di quei giovani protagonisti che, in pochi minuti, vengono costretti a trasformarsi in carnefici, e, ancor di più, a come i militari riescano in brevissimo tempo ad adeguarsi alla loro nuova condizione di assassini. Vladimir Perisic, optando per una sceneggiatura dalle poche battute, gioca molto sui lenti movimenti della macchina da presa, su panoramiche a 360°, lente carrellate, primi e primissimi piani, sulla gestualità dei protagonisti e sulle azioni compiute dai militari, ma purtroppo spesso inciampa in inquadrature che, proprio per la loro ripetitività e lentezza, tendono ad annoiare lo spettatore. Accolto con un freddo applauso del pubblico, Ordinary people non entusiasma per intensità, nonostante la tematica molto toccante che, forse sviluppata in maniera differente, sarebbe stata sicuramente più emozionante.


CAST & CREDITS

(Ordinary people); Regia: Vladimir Perisic; sceneggiatura: Vladimir Perisic; fotografia: Simon Beaufils; musiche: Frederic Heinrih; montaggio: Martial Salomon; interpreti: relja Popovic, Boris Isakovic, Miroslav Stevanovic;produzione: Trilema film, Belgrado, TS Prouction, Paris; durata: 79 min; origine: Serbia/Francia, 2009


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