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Cannes 2010 - Pal Adrienn- Un certain regard



Cannes 2010 - Pal Adrienn- Un certain regard

Un’aura di morte sovrasta la pellicola Pal Adrienn e non solo perché Piroska, la protagonista, è un’infermiera del reparto lunghe degenze di un ospedale. La vita infatti sembra aver abbandonato ogni istante, ogni inquadratura del racconto messo in scena da Agnes Kocsis. Un mondo popolato da esistenze abitudinarie e vuote, scandite dal ritmo inquietante e monodico dei monitor degli elettroencefalogrammi. Un panorama desolato e desolante in cui la routine e il vuoto sembrano aver ucciso la speranza. Un vuoto che è assenza, assenza di sentimenti, assenza di volontà, assenza di umanità stessa. Anche Piroska appare inerme davanti a questo destino, rassegnata ad una vita di spenta monotonia. Una semplice, lunga attesa che porterà, prima o poi, ai piani inferiori, alla camera mortuaria, angosciante, costante presenza. Neanche la ricerca di un passato felice, di vecchie amicizie, di una vitalità ormai lontana può lenire gli effetti di un presente così mortifero. Una ricerca comunque vana, portata avanti senza fiducia da uno spirito passivo e arreso. Una ricerca che condurrà solo ad altre anime sole, mostrando un’umanità triste e solitaria. Una ricerca infruttuosa, ennesima dimostrazione della forza di un destino che schiaccia a terra ogni tentativo di ripresa.

Pal Adrienn di Agnes Kocsis è dunque una pellicola di angosciante freddezza. Gelida, algida come le pareti delle corsie del lazzaretto in cui lavora Piroska. Una realtà disumana al centro di una città inerte come un modellino di plastica. Negli atti ripetuti in modo automatico, nei gesti, tutti sempre uguali, nel triste rituale quotidiano, Agnes Kocsis, affossa i propri personaggi, esasperando così un’atmosfera già satura di morte. Chiunque, anche chi giovane e speranzoso, si affacci nel mondo di Piroska finisce per venire inghiottito da questo nulla. Così anche la giovane infermiera, cui la stesso Piroska dovrebbe fare da tutrice, non può che esser divorata da questo cancro silenzioso, diventando triste clone della protagonista.

In tutto questo, Pal Adrienn, è sicuramente un film pregevole, sovraccarico di vuoto tanto da nauseare. Come se l’ossessivo, monodico suono dei monitor degli elettroencefalogrammi, segnali di vita e presagi di morte, contaminassero ogni aspetto della pellicola, lasciando un inquietante monito: siamo tutti in fila per morire...


CAST & CREDITS

(Pal Adrienn); Regia: Ágnes Kocsis; sceneggiatura: Ágnes Kocsis, Andrea Roberti; fotografia: Adam Fillenz; montaggio: Tamas Kollanyi; suono: Herman Pieete; interpreti: Eva Gabor (Piroska), Izabella Hegyi (Zizi), Akos Horvath (Endre), Lia Pokorny (Marta), Istvan Znamenak (Kalman) ; produzione: KMH Film, Isabella Films, Freibeuterfilm, Cinema Defacto, Oblomova Film; origine: Ungheria, Olanda, Austria, Francia; durata: 136’.


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