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Carnage

Pubblicato il 16 settembre 2011 da Antonio Valerio Spera
VOTO:


Carnage

Alla base una dura e irresistibile pièce teatrale, Le dieu du carnage (il dio della carneficina) di Yasmina Reza, che ha avuto successo in tutto il mondo. Dietro la macchina da presa un maestro di rigore, eclettismo ed originalità allo stesso tempo come Roman Polanski. Sullo schermo quattro straordinari attori come Jodie Foster, Christoph Waltz, Kate Winslet e John C. Reilly. Bastano questi ingredienti per rendere imperdibile Carnage, presentato in concorso alla Mostra di Venezia.
Quattro personaggi chiusi tra le quattro mura di un salone, due coppie all’apparenza semplici e ragionevoli, pronte però ad esplodere la loro vera natura umana per difendere le ragioni dei propri figli, protagonisti di una violenta lite. Un pretesto quest’ultimo per lasciar trapelare ed esplodere l’indecisione, l’amoralità, la violenza sopita, la tristezza della classe borghese contemporanea, che non conosce equilibrio, eleganza ed educazione. Carnage scava nell’egoismo e nella grettezza dell’uomo di oggi, e porta sullo schermo un racconto che mostra senza porre domande né tanto meno emettendo sentenze. E’ un racconto senza fine, che come un vortice ritorna continuamente su se stesso senza soluzione alcuna, perché trovarne una è impossibile quando il confronto è tra persone che vivono di falsa gentilezza e di pura apparenza. Impressionante la regia di Polanski, capace di dare notevole ritmo cinematografico ad un testo che nonostante l’adattamento rimane fortemente ancorato alla teatralità. Un ritmo che sale sempre di più in un climax che non sembra avere tregua. E poi una freschezza nel raccontare e una divertita cattiveria che rendono il film ancora più incisivo. Ogni battuta dei personaggi nasconde cinismo, insoddisfazione, rimorsi, confessioni. E mano a mano che il confronto tra le due coppie diventa più acceso, gli opposti si confondono in uno scontro tutti contro tutti. Il salone dell’appartamento diventa così il ring di un match di wrestling verbale, dove ogni colpo è concesso e inaspettato e dopo aver sferrato un pugno i contendenti tentano invano di nascondere la mano. Da un incontro nato per comprendersi e riappacificarsi, nasce così una guerra fredda che non avrà mai vincitori né vinti, perché le armi che tutti mettono in campo sono le stesse e di strategie non ce ne sono. Ne esce fuori dunque un’introspezione ironica e tagliente nell’ottusità e nella superbia, un quadro amaro ed al contempo spassoso di un panorama umano in cui la ragione non esiste o comunque non prende le parti di nessuno.
Oltre all’ottima regia di Polanski, a rendere l’opera un piccolo gioiello anche un montaggio che non lascia mai tempi morti e l’immensa performance del cast. Winslet, Foster, Waltz e Reilly formano una perfetta orchestra costruita su un’armonia concitata in cui nessuno spicca sull’altro. Tutti e quattro avrebbero meritato la Coppa Volpi a Venezia. Alla fine il riconoscimento è andato altrove.


CAST & CREDITS

(Carnage) Regia: Roman Polanski; sceneggiatura: Roman Polanski e Yasmina Reza, basata sulla piéce teatrale “Le Dieu du Carnage” di Yasmina Reza; montaggio: Herve De Luze; fotografia: Pawel Edelman; musica: Alexandre Desplat; produzione: SBS Productions, Constantin Film Produktion, Spi Film Studio, Versatil Cinema, Zanagar Films, France 2 Cinema, Canal+, Cinecinema, France Televisions, The Polish Film Institute, ARD/DEGETO, Filmfernsehfonds, Wild Bunch; distribuzione: Medusa; durata: 79’.


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