Casa Verdi - Torino Film Festival 2008 - Italiana.doc

Casa Verdi è la casa di riposo per musicisti fondata da Giuseppe Verdi nel 1899. Essa, ancora oggi funzionante ed abitata da molti ospiti, rappresenta un monumento unico, non solo per la sua storia e per la sua geometrica architettura, ma soprattutto per essere un luogo che contiene le esperienze di grandi artisti del passato. Ogni ospite infatti è un pezzo di storia dell’arte musicale italiana, ognuno di loro è un libro infinito di aneddoti e di racconti. I ballerini, i cantanti lirici, i musicisti ed i direttori d’orchestra che vivono a Casa Verdi rappresentano l’archivio del passato dell’arte musicale italiana e portano con loro il bagaglio di una vita unica ed eccezionale.
Anna Franceschini costruisce il suo documentario proprio sui racconti di questi anziani protagonisti. Con leggerezza ed affetto, la regista lascia sullo schermo ogni loro parola e fa sì che i loro ricordi possano riportarci ad un mondo passato di cui siamo dimenticati. Spinti dalle domande dell’autrice, gli ex artisti sono lasciati ai loro racconti in piena libertà. Ormai anziani, sembrano ancora emozionarsi per le loro esperienze e lasciano trapelare con forza la loro passione tutt’ora viva e pulsante.
La macchina da presa si muove nella casa di riposo scrutando la vita dei suoi abitanti, passando dalle loro camere da letto alle sale in cui suonano, cantano e tengono lezioni ai giovani che vorrebbero seguire la loro strada artistica. Seguendo l’architettura ottocentesca della casa, Anna Franceschini muove la macchina con dolcezza ed inserisce i racconti dei protagonisti in un ambiente architettonico che fa da cassa di risonanza alle loro parole. Lo stile della giovane regista risulta un po’ atipico per il genere documentaristico, soprattutto per ciò che siamo abituati a vedere in questi tempi. Se infatti solitamente assistiamo a documentari in cui regna la mobilità della macchina a mano, qui al contrario Franceschini opta per uno stile fatto di delicate carrellate e panoramiche che avvolgono i personaggi in un’atmosfera quasi irrealistica, celestiale, extraterrena. Ogni inquadratura sembra studiata e preparata nei dettagli. Questa scelta formale inizialmente appare un po’ leziosa, ma col passare dei minuti risulta invece azzeccata. Lo stile registico sembra infatti ricalcare la delicatezza e soprattutto la lentezza e la “classicità” della vita degli ospiti di Casa Verdi, riuscendo a creare un corrispettivo visivo ai contenuti dei loro racconti.
Casa Verdi è finora uno dei film migliori presentati nel concorso italiana.doc, perché riesce a costruire un compatto racconto che cura minuziosamente l’impianto visivo così come presta profonda attenzione ai suoi anziani protagonisti e perché fonde con sincerità amore per il cinema e passione per la musica.
(Casa Verdi); Regia : Anna M. Franceschini; fotografia: Pierluigi Laffi; montaggio: Maurizio Grillo; suono: Simone Olivero; interpreti: gli ospiti di Casa Verdi; produzione: Invisibile Film; origine: Italia, 2008; durata: 56’
