Chi-Raq (Fuori Concorso)

«No peace, no pussy!», è lo slogan che risuona più e più volte nell’ultimo film di Spike Lee Chi-Raq presentato fuori concorso alla Berlinale 2016. Tale ritornello rappresenta a sintesi estrema e decisamente semplificatrice che il regista afro-americano ha compiuto del modello letterario cui si è ispirato, ovvero la Lisistrata di Aristofane. E forse il commediografo ateniese non avrebbe trovato niente male la rivisitazione cinematografica in chiave rap di 25 secoli dopo, anche se del sarcasmo e della perfetta drammaturgia di quell’antico pezzo teatrale sopravvive pochissimo. Il titolo Chi-Raq non è altro che un fantasioso neologismo che fonde insieme le parole “Chicago” e “Iraq” così da suggerire che lo scenario di guerra del paese mediorientale è perfettamente applicabile alla realtà della Chicago odierna dove, dal 2001 a oggi, sono caduti vittima di omicidio più persone di quanti soldati americani siano deceduti sul fronte irakeno e afgano messi insieme.
La Lisistrata che mutua il nome del personaggio aristofanesco, interpretata da Teynonah Parris, è una splendida donna nera la quale vorrebbe porre fine alla guerra tra bande rivali che infesta la città causando continue vittime, tra cui anche una bambina di soli undici anni. L’unica arma a sua disposizione è l’astinenza dai rapporti sessuali imposta agli uomini, uno sciopero del sesso praticato da tutte le donne dei due fronti opposti, “spartani” e “troiani” (e qui Lee realizza – non si sa se consapevolmente o no – una strana sovrapposizione di epoche e generi), fino a quando non saranno deposte le armi e proclamata la pace. «No peace, no pussy!», per l’appunto. Scandendo quello slogan-tormentone scendono in piazza prima le donne nere di Chicago, ovvero Lisistrata e le sue amiche, ma poi per solidarietà anche quelle di tanti altri paesi del mondo. E forse le scene più riuscite sono i finti telegiornali in cui si vedono manifestazioni al femminile nelle lingue più disparate, ma tutte all’unisono proclamanti lo stesso mantra: non ve la diamo finché non smettete di combattere.
Si tratta di un film “cantato”, una sorta di “Hip-hop musical” come qualcuno l’ha definito. I protagonisti si esprimono quasi sempre a ritmo di rap, in un susseguirsi sfrenato e infernale di scene che suggeriscono le drammatiche condizioni di vita dei ghetti periferici delle città americane. Nella finzione cinematografica la denuncia contro la violenza è espressa anche da padre Michael Fledder (John Causak), un reverendo di strada che con le sue omelie urlate a squarciagola schiera la chiesa sul fronte della giustizia sociale e della tolleranza. Decisamente pacchiano il finale: un duello tra Lisistrata e Demitrius detto “Chi-Raq”, il potente boss rapper interpretato da Nick Cannon, che si svolge su un enorme letto in ottone e che consiste nel vedere che resiste più a lungo in una interminabile tenzone sessuale. Altri personaggi hanno nomi che alludono alla mitologia greca come il Ciclope (Wesley Snipes) leader dello schieramento troiano.
«L’America è un Paese violento, con sempre più armi nelle strade. Ogni giorno 99 americani sono vittime della violenza armata», ha accusato il regista nella conferenza stampa esplicitando il messaggio pacifista che il suo film vorrebbe trasmettere. Un messaggio simbolico di valore universale giacché la violenza «non è un problema isolato che esiste solo a Chicago, ma è esplosa ovunque». Se le intenzioni sono ottime, non certo perfetta è la realizzazione del film le cui pecche sono evidenti: troppo eccessivo in tutto, musica, ritmo, recitazione, e poco efficace la miscela di generi, che vanno dalla commedia al musical al musical, ma senza una chiara linea direttiva.
(Chi-Raq); Regia: Spike Lee; sceneggiatura: Spike Lee, Kevin Willmott (liberamente tratto dalla Lisistrata di Aristofane); fotografia: Matthew Libatique; montaggio: Ryan Denmark, Hye Mee Na; musica: Terence Blanchard costumi: Ruth Carter; interpreti: Nick Cannon, Teyonah Parris, Wesley Snipes, Angela Bassett, Samuel L. Jackson, Jennifer Hudson, Harry Lennix, John Cusack, D.B. Sweeney; produzione: 40 Acres And A Mule Filmworks (New York); distribuzione: Amazon Studios Santa Monica (USA); origine: USA, 2016; durata: 127’
