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Conferenza stampa di Masters of Horror, Milano

Pubblicato il 30 maggio 2007 da Alfonso Mastrantonio


Conferenza stampa di Masters of Horror, Milano

La serie antologica Masters of Horror, prodotta e trasmessa dal canale via cavo Showtime, è ormai diventata un cult negli Stati Uniti, ottenendo notevoli successi negli ascolti e nel mercato dei DVD. Trattasi com’è noto di un’operazione che ha coinvolto alcuni dei più grandi specialisti del terrore cinematografico, ognuno dei quali ha girato un episodio di un’ora, senza nessuna imposizione riguardo a soggetto, tematiche affrontate e violenza delle immagini: lo spirito della serie è infatti quello di abbinare la perduta libertà della Serie B ad un contesto produttivo di Serie A.
Finalmente la prima stagione di questa chicca, per appassionati e non, approda anche in Italia, trasmessa in prima serata da Sky Cinema Max. Per l’occasione Sky ha organizzato una conferenza stampa tra le aule dello IULM di Milano, invitando a presenziare all’evento due delle grandi personalità che hanno partecipato al progetto: Dario Argento e John Landis.

Proprio a causa del vulcanico istrionismo di Landis e della bonaria simpatia di Argento, la conferenza stampa vacilla più volte sul confine della faceta conversazione tra amici, condita da aneddoti, complimenti reciproci e momenti ai limiti della goliardia. L’idea stessa di Masters of Horror, a quanto racconta il regista americano è nata in un’atmosfera molto simile: “A Hollywood tra registi ceniamo spesso insieme: io, Tobe Hooper, Bryan Singer, Mick Garris, Larry Cohen e molti altri. Una sera Guillermo Del Toro scherzando ci ha chiamato ‘i Maestri dell’Horror’. Subito dopo Mick Garris ha detto ‘Bè, se trovassi i soldi potremmo fare sul serio una serie con questo titolo!’ Al momento lo abbiamo tutti assecondato pensando che tanto non avrebbe mai trovato il denaro. E invece eccoci qui.”

Unico europeo nella lista dei prescelti, Argento ha accolto con entusiasmo l’idea di partecipare al progetto: “Devo dire che è stata una bellissima esperienza. Quando ho ricevuto la proposta dai produttori americani non riuscivo a credere che mi volessero davvero dare carta bianca. Gli ho chiesto se si rendevano conto di cosa volesse dire tutta quella libertà in mano mia e mi hanno risposto che lo sapevano perfettamente ed era esattamente quello che volevano. Qui in Italia è inimmaginabile, il cinema è schiavo della censura e della TV che dovrà trasmettere il film.” Interessante e paradossale notare che Argento abbia trovato questa libertà proprio girando un prodotto televisivo. Meraviglie del cavo e del satellite.
“Inoltre, lavorare in quelle condizioni mi ha dato anche la giusta spinta creativa per completare il mio ultimo film, La Terza Madre ”. Difficile pensare ad una migliore sponsorizzazione per la serie.
In Jenifer, episodio tratto da un fumetto pulp anni ’70, il regista romano ha, in effetti, dovuto subire dei tagli, ma specifica anche che si tratta di pochi secondi in una ben più lunga scena di sesso orale e cannibalismo, il che dovrebbe rassicurare ampiamente i patiti del gore. Meno bene è andata a Takashi Miike, che ci ha abituato a visioni di violenza estremamente esplicita e che ha dovuto scegliere di destinare il suo scioccante minifilm Imprint al solo mercato dell’HomeVideo, piuttosto che tagliarne gran parte per la trasmissione in TV. “Questo in compenso ha dato una grande spinta alle vendite dei DVD”, sottolinea Landis, sfoggiando il suo lato da producer hollywoodiano.

Col passare dei minuti e delle domande, emergono con chiarezza le differenti personalità dei due registi, che risultano in fondo il riflesso di due culture e di due modi diversi di rapportarsi ai media:
Argento, più riservato, ci parla delle sue tempistiche di lavoro, così lontane da quelle frenetiche d’oltreoceano (“Per le sei di sera io smetto regolarmente di lavorare. La troupe del posto era contentissima.”) e della sua fascinazione per zombie, streghe e vampiri anche nella vita reale. Al contrario, Landis, incontenibile, tra una battuta e l’altra non perde occasione per parlare chiaramente di politica e religione: “Cosa mi fa paura? Certo non i mostri di fantasia, i licantropi, i vampiri e le donne-cervo (Deer Woman è appunto il titolo dell’episodio da lui firmato, su una sceneggiatura del figlio Max). Proprio per questo non ho problemi a trattare di loro con leggerezza nei miei film. Quello che mi fa davvero paura sono i mostri reali, sono i serial killer, i terroristi, il fanatismo religioso e un presidente come Bush, che dice di parlare per conto di Dio”. A riguardo il regista non tralascia di ricordare che proprio grazie a Masters of Horror, registi come Joe Dante e John Carpenter hanno potuto girare episodi estremamente dissacranti sulla politica americana e sui temi cristiani, per i quali in molti hanno gridato al capolavoro.

Gli appuntamenti settimanali con la serie inizieranno da Domenica 3 Giugno. Sky Cinema Max, barando un po’ con l’ordine originale degli episodi, sparerà subito le cartucce più pesanti: nelle prime quattro puntate il padrone di casa Dario Argento ci presenterà proprio il suo Jenifer, Deer Woman di Landis e gli attesissimi Homecoming di Dante e Cigarette Burns di Carpenter. Bisognerà invece aspettare la fine della pausa estiva (che in Italia nemmeno il satellite si nega) per vedere i minifilm degli altri nove registi, tra cui spiccano i nomi di Tobe Hooper, Stuart Gordon e Larry Cohen.


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