X

Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicit‡ in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di pi˘ o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Chiudendo questo banner, invece, presti il consenso allíuso di tutti i cookie



Cose dell’altro mondo

Pubblicato il 5 settembre 2011 da Antonio Valerio Spera


Cose dell'altro mondo

Accolto da polemiche ancora prima che il film fosse presentato alla Mostra del Cinema, nella sezione Controcampo italiano, e che uscisse nelle sale, Cose dell’altro mondo è una commedia surreale a sfondo sociale che indaga nelle contraddizioni della società italiana contemporanea, quella delle tragedie di Lampedusa e delle problematiche riguardanti l’immigrazione, quella della confusione ideologica e politica, quella che spesso sembra aver perso i valori sui quali una volta si fondava. E’ una favola surreale ed ironica che adatta il romanzo A day without a mexican (già portato sullo schermo da Sergio Arau nel 2004) al contesto italiano di oggi. Protagonisti un imprenditore veneto che esplicita il suo razzismo in comizi televisivi, un poliziotto romano alle prese con la mamma malata di Alzheimer controllata da una badante rumena e una giovane maestra, ex fidanzata di quest’ultimo, incinta di un immigrato di colore. Le loro vite e quelle di tutti gli italiani entrano in crisi quando all’improvviso, in una notte, tutti gli immigrati scompaiono senza lasciare nessuna traccia.

Costruito su momenti veramente divertenti e su un umorismo che vuole cinicamente mettere alla berlina il comportamento amorale del Bel Paese, Cose dell’altro è una commedia che scivola via leggera, senza troppe pretese. E quest’aspetto che per altri film avrebbe rappresentato un valore positivo, qui invece ne delinea marcatamente i limiti strutturali e concettuali. Francesco Patierno, anche coautore della sceneggiatura, rimane attratto soprattutto dai personaggi, si focalizza quasi essenzialmente sulla loro caratterizzazione caricaturale ed esagerata (in particolare dell’imprenditore interpretato da Abatantuono) e tiene in secondo piano il vero e proprio discorso sociale, che rimane ambiguo e confuso sullo sfondo delle vicende dei tre protagonisti. Il problema dell’immigrazione appare trattato in maniera superficiale, rimanendo ancorato alla descrizione di figure macchiettistiche. E’ in questo aspetto che Patierno non riesce a sferrare il colpo giusto. Perché la favola che il regista porta sullo schermo fa riferimento alla realtà ma in essa non ci si butta mai, rimanendo costantemente su un livello di astrazione che non consente al film di sviluppare quel sottotesto che in teoria ne anima la storia.
Cose dell’altro mondo diverte e durante la visione a tratti convince anche, ma usciti dalla sala lascia assolutamente perplessi, perché, come in alcuni casi è necessario – e questo lo è -, non ha il coraggio di prendere una posizione e di portare a termine una tesi.
Ottimo Valerio Mastandrea e autrice di una buona perfomance anche Valentina Lodovini. Diego Abatantuono conferma le sue grandi doti di attore ma il suo personaggio appare il più grezzo e meno riuscito: la sua interpretazione anziché toccare corde grottesche alla fine rimane una caricatura stilizzata. Ma questo, in fondo, è il limite di tutto il film.


CAST & CREDITS

(Cose dell’altro mondo) Regia: Francesco Patierno; sceneggiatura: Francesco Patierno, Diego De Silva, Giovanna Koch; montaggio: Cecilia Zanuso;fotografia: Mauro Marchetti; interpreti: Diego Abatantuono, Valerio Mastandrea, Valentina Lodovini, Sandra Collodel, Grazia Schiavo, Maurizio Donadoni, Vitaliano Trevisan; produzione: Rodeo Drive in collaborazione con Medusa Film; distribuzione: Medusa; durata: 90’.


Enregistrer au format PDF