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Damsel

Pubblicato il 17 febbraio 2018 da Gherardo Ugolini

VOTO:

Damsel

Salvo rarissime eccezioni il genere dei film western non è di quelli che passano in un festival come la Berlinale. Per esserci nel programma devono avere un carattere speciale, qualcosa di specifico che sia avvertito come una rivisitazione del genere se non perfino un suo stravolgimento consapevole. È probabilmente questa la ragione per cui tra le pellicole della sezione “Concorso” che si contendono l’Orso d’oro 2018 è presente Damsel dei fratelli Zellner (registi e sceneggiatori), già presentato qualche settimana fa al Sundance Film Festival. All’inizio la vicenda è rappresentata secondo canoni abbastanza tradizionali. Siamo nelle zone desertiche dello Utah e il protagonista è un giovane uomo d’affari, tale Samuel Alabaster (Robert Pattinson), il quale intraprende un avventuroso viaggio attraverso il selvaggio west. Lo scopo è di rintracciare e portare in salvo la sua promessa sposa Penelope (Mia Wasokowska), rapita dal suo villaggio. Ma già la grottesca scenetta iniziale che fa da prologo in cui Samuel e un uomo anziano chiacchierano mentre attendono l’arrivo della diligenza contiene nonsense e battute che fanno intravedere la cifra stilistica che di lì a poco diventerà dominante.
Armato di chitarra e fucile, Samuel si sceglie come scorta un presunto sacerdote alcolizzato, che dovrà celebrare il matrimonio con la ragazza, una volta ritrovata. Con loro viaggia anche un buffo cavallo nano, di nome Butterscotch, che l’uomo vuole offrire alla fidanzata come dono di nozze. Il protagonista è chiaramente un inetto, un anti-eroe attanagliato dalla paura di incontrare indiani e mosso solo dall’impeto amoroso. La svolta si verifica in coincidenza con il ritrovamento di Penelope in una capanna e l’uccisione del suo presunto rapitore. Lo spettatore scopre a quel punto che la ragazza non era stata affatto rapita, ma aveva deliberatamente scelto di vivere con un altro senza provare il minimo sentimento per Samuel.
A quel punto inizia un altro film in cui Penelope è decisamente la protagonista e in cui le tinte surreali si fanno sempre più intense e i riferimenti del genere western vengono stravolti. Il gioco artistico può riuscire se la direzione compete a maestri quali Tarantino e i fratelli Coen, capaci di creare ibridi tra generi diversi con mano leggera e felice. Ma qui l’impressione è che il controllo scappi di mano ai registi David e Nathan Zellner, due fratelli del Colorado che si sono fatti conoscere in passato soprattutto per Goliath, presentato nel 2008 al Sundance Film Festival, e per le loro apparizioni alla Berlinale nella sezione sperimentale “Forum” (nel 2012 con Kid-Thing e nel 2014 con Kumiko, the Treasure Hunter). Ci sono momenti in cui Damsel risulta perfino esilarante e lo spiazzamento prodotto abbastanza efficace; ma le provocazioni, come le bugie, hanno le gambe corte, soprattutto se insistenti e scontate. In fondo questa pellicola è una miscela incessante di parodia, revisione e rovesciamento delle convenzioni, ammiccamento al pubblico. Il mulinello di sollecitazioni del genere produce più che altro irritazione, e infatti l’accoglienza alla proiezione per la stampa del festival di Berlino non è stata affatto calorosa.
Si salva in buona misura l’interpretazione di Robert Pattinson nei panni dello sbalestrato Samuel (ma esce di scena troppo presto), e soprattutto quella di Mia Wasokowska come Penelope, la “damsel” del titolo (il termine significa “donzella”, “damigella”), ma che si rivela immediatamente avere il carattere più vigoroso e risoluto di tutti. Non ha bisogno di salvatori o protettori, si prende quello che le serve, fuma la pipa, beve, spara e ignora i sentimentalismi. In fondo è il personaggio che meglio si adatta a vivere nel pericoloso mondo del far west. Per lo meno nel microcosmo western dei fratelli Zellner dove tutti i cliché sono ribaltati.


CAST & CREDITS

Regia: David & Nathan Zellner; sceneggiatura: David & Nathan Zellner; fotografia: Adam Stone; montaggio: Melba Robichaux; musica: The Octopus Project; costumi: Terry Anderson; interpreti: Robert Pattinson, Mia Wasikowska, David Zellner, Nathan Zellner, Robert Forster, Joe Billingiere, produzione: Damsel Productions (Austin, Texas, USA); distribuzione: great Point Media (London, UK); origine: USA 2017; durata: 113’


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