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Diana Vreeland: The Eye Has to Travel

Pubblicato il 4 settembre 2011 da Giovanna D’Ignazio


Diana Vreeland: The Eye Has to Travel

Il documentario di Lisa Immordino Vreeland, Frédéric Tcheng e Bent-Jorgen Perlmutt è all’altezza del brillante, travolgente e affascinante personaggio al quale rende omaggio e del quale testimonia con efficacia il dinamismo, l’originalità e il genio. Nata in Francia nel 1903 Diane Vreeland è praticamente l’inventrice del contemporaneo fashion editing, attraverso il quale ha colto le innumerevoli rivoluzioni di fine novecento e arricchito con la sua peculiare (ed imitatissima) visionarietà ciò che i megazine hanno tramandato ai posteri su moda, costume e società del mezzo secolo che va dagli anni ’40 agli anni ’80. Dopo gli esordi sulla rivista Harper’s bazar, diventa caporedattrice di Vogue, per poi essere assunta come consulente per il Metropolitan museum of art di New York all’interno del quale ha mutato drasticamente la gestione del Constume institute.

Diana Vreeland: the eye has to travel parla di una persona unica nel suo genere, estremamente contemporanea (anche a vent’anni dalla sua morte) pur essendo al di fuori degli standard attuali che caratterizzano la donna di successo: «Diane non è mai stata né una donna veramente ricca, né particolarmente bella, ma dava energia e vitalità a tutto quello che toccava». Profondamente innamorata dell’originalità e della diversità «vedeva nelle persone qualità che le persone stesse non vedevano in loro» e le tirava fuori ed esaltava con tale abilità da aver influenzato la creazione e la popolarità di icone generazionali di enorme successo. «Mia madre mi diceva: a scuola sii o il migliore o il peggiore. Non stare in mezzo. Che razza di consiglio..» afferma sconcertato e divertito il figlio, ma è proprio in questo che la Vreeland è un personaggio fantastico, nella sua capacità di saper cogliere la bellezza oltre ogni etica ed estetica, di essere profondamente consapevole e affascinata dai cambiamenti che hanno costituito l’essenza di ogni epoca al di là di ogni giudizio, mirando a fare dello stile un modo di vivere.

Un bel documentario sulla visionarietà e sulla fantasia di una donna sconosciuta ai più, ma meritevole di interesse ed attenzione per la sua capacità provocatoria e innovatrice di guardare, e forse anche reinventare, la realtà.


CAST & CREDITS

Regia: Lisa Immordino Vreeland, Frédéric Tcheng e Bent-Jorgen Perlmutt; origine:U.S.A.; durata:92’.


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