Django Unchained

Il primo modo in cui un film dall’ormai famosissimo titolo, Django, venne presentato fu quello di un vecchio e tipico western dal sapore simile a quelli di Sergio Leone. Si trattava della pellicola di Sergio Corbucci, un autore nostrano che raccontò una storia, perfettamente in linea con il genere d’appartenenza, nel lontano 1966
Quasi un cinquantennio dopo l’insolito, “degenere” e volutamente eccessivo regista Quentin Tarantino propone un remake del passato che viene accompagnato fin dal titolo di presentazione dalla parola Unchained, sciolto, senza catene, libero. E questo concetto di libertà, cercata, bramata e trovata, pervade in effetti tutto il film, a partire dal cognome del nero protagonista che viene presentato come Freeman, letteralmente “uomo libero”.
L’attuale western di Tarantino, scritto, diretto e presentato in America nel 2012, uscito poi in Italia il 17 gennaio 2013, trova già nella scelta del cast una garanzia di successo: Jamie Foxx, Leonardo Di Caprio, Christoph Waltz, Samuel L. Jackson e Kerry Washington sono un connubio di bravura e bellezza straordinarie, tanto accecanti da riempire gli occhi di un qualsiasi spettatore anche alle prime armi. Omaggio al film di Corbucci, interpretato da Franco Nero che qui, molto più anziano, ha un piccolo cameo, Django Unchained con i suoi centosessantacinque minuti di durata complessiva, è il film più lungo che sia stato mai diretto da Tarantino. Ha monopolizzato gli incassi dal secondo giorno di uscita in Italia facendo raggiungere l’elevatissima quota di quasi 590.000 euro e staccando tutti gli altri avversari.
La storia è semplice, proprio come quelle che mimava Leone ai suoi attori. Una donna nera e sublime, Brunhilda, viene comprata e tenuta nella dimora sudista e schiavista di un bianco spietato e senza scrupoli, Calvin Candie. Django, marito della bellezza di origine africana, e il suo amico e aiutante Dr. King Schultz, finto dentista e reale cacciatore di taglie, attraversano un’America di fine ‘800, al tempo della guerra di secessione e delle rivolte contro la schiavitù dei neri, per ritrovarla. Muovendosi dal Texas al Tennessee e ancora oltre, i due cavalieri “senza macchia e senza paura” affrontano la difficoltà di non poter passare inosservati, visto che uno dei due è “un negro a cavallo”, e di non poter vivere lontani dai guai.
L’ironia, che sfocia spesso nel sarcasmo, nella caricatura e nell’eclettico ed eccentrico modo di fare cinema dalla firma tarantiniana, non può non essere apprezzata. Essa fa ridere in tutti i momenti di maggiore suspance, dove sembra di assistere ad un videogioco in formato maxi più che ad un film campione d’incassi.
Splendido, avvincente e divertente: Django Unchained di Tarantino è decisamente da non perdere…
(Django Unchained) Regia, soggetto e sceneggiatura: Quentin Tarantino; fotografia: Robert Richardson; montaggio: Fred Raskin; musica: Mary Ramos; scenografia: J. Michael Riva; costumi: Sharen Davis; interpreti: Jamie Foxx (Django Freeman), Christoph Waltz (Dr. King Schultz), Leonardo Di Caprio (Calvin Candie), Samuele Jackson (Stephen), Kerry Washington (Brunhilda), Laura Cayouette (Lara Lee Candie-Fitzwilly); produzione: Columbia Pictures, The Weinstein Company, Super Cool Man Shoe Too, Double Feature Films, Super Cool ManChu Too; distribuzione: Warner Bros. Pictures; origine: U.S.A., 2012; durata: 165’; web info: http://unchainedmovie.com/
